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FARE RETE

Accademia dei trapianti d’organo
"la nuova 'agorà per gli specialisti"

Durante il convegno ‘Non solo Volo. Curare l’organo isolato prima del trapianto’, è stata annunciata la nascita di un nuovo luogo di scambio e confronto, dove costruire il futuro della trapiantologia

11 Giugno 2018

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Accademia dei trapianti d’organo"la nuova 'agorà per gli specialisti"

Si è tenuto nei giorni scorsi, presso l’Hangar Avionord dell’Aeroporto Milano Linate, il convegno ‘Non solo Volo. Curare l’organo isolato prima del trapianto: progetti innovativi nella perfusione ossigenata dell’organo’, che ha visto confrontarsi a Milano i massimi esperti clinici di trapianti. L’evento è stato organizzato da Avionord, compagnia aerea impegnata nel volo per privati e trasporto di organi da sempre in prima linea per migliorare uno degli aspetti più cruciali di questa complessa procedura: il trattamento dell’organo nelle delicate fasi intermedie tra prelievo da donatore e impianto nel ricevente. Tema centrale del convegno, ma anche di tutto ‘l’universo trapianti’, la perfusione d’organo: una procedura centrale per evitare il rigetto e per garantire l’utilizzo di un numero maggiore di organi, poiché fornisce ossigeno e nutrienti ai capillari dei tessuti biologici fuori dal corpo in modo da scongiurare per un certo lasso di tempo il rischio di ischemia. Le metodiche per rendere sempre più lungo questo lasso di tempo, le procedura applicata ai diversi organi, le diverse tecniche di applicazione – normo-termica e ipo-termica –  gli utilizzi della perfusione durante la chirurgia, le valutazioni in ambito pediatrico, l’impiego di cellule staminali e le innovazioni che si profilano all’orizzonte, sono stati questi gli argomenti affrontati nel corso dei numerosi interventi che hanno avuto luogo nel corso del Convegno. Tessere di un mosaico che raffigura il futuro di questo settore, al quale tuttavia, deve essere aggiunto un elemento che va oltre agli aspetti tecnologici e clinici. “La tecnica di perfusione è una grande novità perché si cura l’organo dopo il prelievo e prima del trapianto – ha affermato ildirettore del Centro nazionale trapianti, Alessandro Nanni Costa – la sua disponibilità è un dato innovativo e importantissimo poiché permette di usare un numero maggiore di organi, aiutando i malati nel pieno rispetto di quel che è stato dato dai donatori. Ma la cosa importante per garantirci un futuro ancora migliore è quella di ‘fare rete’, avendo una visione di insieme che permetta a tutti gli attori coinvolti nelle diverse fasi del trapianto, procedura che è ben più di un semplice atto chirurgico, di unirsi per lavorare in sinergia: la visione che dovremmo avere del futuro è per me innanzitutto una visione che abbracci il livello nazionale, che spinga i singoli a unire i propri sforzi, nella consapevolezza che, quando si parla di trapianti d’organo, la connessione tra parti è vitale”.

L’Accademia dei trapianti d’organi. È proprio in questa ottica che è stata creata l’Accademia dei trapianti d’organo,la cui nascita è stata annunciata proprio durante il Convegno. L’accademia vuole essere un nuovo punto d’incontro, dove gli specialisti possano confrontarsi tra loro e in rapporto con gli organi istituzionali. Una vera e propria agorà, in cui tutti possano mettere insieme le proprie esperienze in modo da trovare un lessico comune, sia su temi propriamente scientifici che su aspetti economici e organizzativi. "È un’Italia da record quella delle donazioni e trapianti di organo. Il nostro paese nel 2017 ha raggiunto una crescita mai registrata prima, che coinvolge sia la fase di procurement che gli interventi eseguiti - ha dichiarato il senatore Antonio Tomassini, già presidente della commissione sanità del Senato - negli ultimi 10 anni in Italia abbiamo assistito a cambiamenti straordinari nelle leggi che consentono un miglior prelievo e conservazione degli organi. Nel 2015 infatti, la conferenza stato regioni ha sancito i requisiti di confezionamento, etichettatura e tracciabilità indispensabili nel trasporto in sicurezza degli organi. Oggi esiste un sistema integrato in grado di soddisfare tutti i requisiti previsti. Ma non basta – ha aggiunto Tomassini - È necessario dar vita ad un progetto che riunisca insieme tutte le competenze mediche e scientifiche che possano guidare e supportare le scelte della politica. Ciò al fine di assicurare al nostro paese  uno sviluppo ulteriore e ancora una volta armonico e sostenibile di un tema che ha impatti sulla qualità della vita dei pazienti, sull’efficienza del sistema sanitario e non ultimo sulla riduzione dei costi dell’assistenza ai portatori di interesse. Parte da qui, oggi - conclude Tomassini- la nascita dell'Accademia dei trapianti di organo". (MATILDE SCUDERI)

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