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A.L.I.CE. ITALIA ONLUS

'Angel Initiative': un progetto
migliora il trattamento dell’ictus

L’iniziativa, sostenuta da A.L.I.Ce. Italia Onlus, ha come obiettivo la standardizzazione delle procedure mediche destinate ai pazienti colpiti da ictus, per garantire trattamenti di eccellenza

13 Giugno 2018

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L’iniziativa, sostenuta da A.L.I.Ce. Italia Onlus, ha come obiettivo la standardizzazione delle procedure mediche destinate ai pazienti colpiti da ictus, per garantire trattamenti di eccellenza

Migliorare il trattamento dell’ictus ischemico in Europa è l’obiettivo principale al centro del 'Progetto Angels', sostenuto in Italia anche da A.L.I.Ce Italia Onlus, l’Associazione per la lotta all’ictus cerebrale, guidata da Nicoletta Reale: l’intento è quello di creare una rete di eccellenza costituita da 1500 ospedali in tutta Europa in grado di garantire interventi celeri ed efficaci nell’ambito della cura dell’ictus ischemico. Nel nostro Paese, la patologia rappresenta la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie, provocando disabilità anche di grave entità, ed è in forte crescita anche in seguito al sostanziale aumento di abuso di sostanze stupefacenti e alcool tra i giovani.

Come dichiarato da Valeria Caso, past president della European stroke organization (Eso) e impegnata attivamente anche in A.L.I.Ce., è necessario “aumentare il numero di pazienti trattati negli ospedali attrezzati per l’ictus e ottimizzare la qualità del trattamento in tutti i centri ictus esistenti. Stiamo costruendo una comunità globale di centri ictus e ospedali attrezzati per l’ictus, che lavorano ogni giorno per migliorare la qualità del trattamento per ogni paziente colpito da ictus. Aiutaci a raggiungere questo obiettivo aderendo all'Angels Initiative per dare una possibilità alla vita".

Il Progetto Angels, fortemente sostenuto a livello nazionale dall’Italian stroke organisation, propone una ottimizzazione nella gestione dei pazienti con ictus ischemico acuto attraverso un incremento di strutture idonee al trattamento della patologia, ma anche puntando al miglioramento della qualità delle cure nelle strutture già precedentemente attrezzate in tal senso. L’intento è anche quello di provvedere alla standardizzazione delle procedure di trattamento, al fine di renderle più semplici e immediate, nonché disporre il personale socio-sanitario della adeguata formazione tecnica e organizzativa.

Italian stroke organisation, infatti, è supportata da un team di esperti di formazione e di reti di ictus sul territorio e di neuroradiologia interventistica in grado di garantire livelli di eccellenza nel trattamento dell’ictus.

Gli ospedali che aderiscono al progetto Angels ricevono:

- formazione su misura del personale sanitario, anche attraverso strumenti virtuali di simulazione, per essere più preparati nelle situazioni reali;

- stroke kit comprensivo di check list standardizzate in accordo con le linee guida Eso;

- strumenti di community per condividere esperienze, modelli organizzativi, informazioni scientifiche e progressi, con monitoraggio della qualità.

“Migliorare il trattamento dell’ictus ed evitare inutili perdite di tempo costruendo un percorso condiviso che sia il più virtuoso possibile e che consenta di ridurre i ritardi negli intervalli tra il tempo di arrivo in ospedale/accesso neuroimmagini/terapia e ricovero - dichiara Nicoletta Reale, presidente di A.L.I.Ce. Italia Onlus - vuol dire salvare migliaia di vite e, nello stesso tempo, prevenire le possibili conseguenti disabilità. La Angels Initiative, lanciata nel luglio 2016, ha già coinvolto oltre 600 ospedali in tutta Europa. Il nostro augurio è che, anche nel nostro Paese dove si sono già attivati circa 100 ospedali, sia implementata la presenza del team Angels perché sia rafforzata la rete ictus delle singole regioni e si arrivi alla condivisione di programmi e protocolli omogenei. Bisogna soprattutto fare in modo che alle persone colpite da ictus venga riservato lo stesso livello di trattamento ovunque esse si trovino, eliminando qualunque spreco di tempo e di risorse”.   (FEDERICA BARTOLI)

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