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BRONCOPNEUMOPATIA CRONICA OSTRUTTIVA (BPCO)

Asma bronchiale: 1 paziente su 3
non segue la prescrizione medica

Malattie respiratorie 3a causa di morte in Italia. Un italiano su 3 soffre di tosse sino a 5 volte ogni anno. Asma e BPCO ancora sottostimate: il punto sulle malattie delle vie aeree a Verona

17 Giugno 2018

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Professor Roberto Dal Negro

Professor Roberto Dal Negro

La conferma è arrivata da Verona, dove al 1° Congresso Nazionale 'I device inalatori nella governance delle malattie vie aeree' presieduto e organizzato dal professor Roberto Dal Negro, responsabile del Centro Nazionale Studi di Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia Respiratoria (Cesfar) di Verona, gli esperti si sono detti concordi sul fatto che un paziente su tre con asma bronchiale o Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (Bpco) non aderisce alla prescrizione medica. I dati più recenti confermano come l’aderenza alla terapia nell’Asma e nella BPCO si aggiri intorno al 30 per cento soltanto, contrariamente a quanto avviene per altre malattie cronico-persistenti (di tipo cardiologico o neurologico, per esempio) ove l’aderenza supera abbondantemente il 70 per cento. Complici di questa deriva comportamentale, tra gli altri, la necessità di assumere quotidianamente più farmaci più volte al giorno, e soprattutto la difficoltà ad usare correttamente i dispositivi (erogatori) per l’erogazione dei  farmaci respiratori. L’aderenza resta molto bassa anche dopo gli episodi di riacutizzazione, con una sensibile riduzione della sopravvivenza a cinque anni dal ricovero.

La corretta utilizzazione si avvantaggia delle più moderne tecnologie di inalazione, ma non può prescindere dalla conoscenza da parte del medico delle caratteristiche dei diversi erogatori disponibili, oltre che dall’ addestramento del paziente. Purtroppo, entrambe, ancora punti dolenti. Migliorare l’utilizzo degli erogatori significa migliorare sensibilmente l’aderenza al programma terapeutico, e conseguentemente ridurre l’impatto economico di queste malattie, fino ad oltre il 20 per cento.

Morti per malattie respiratorie in Italia. Secondo i più recenti dati Istat e malattie respiratorie in Italia sono la terza causa di morte per gli uomini (77,1 morti per 100 mila abitanti); tra le donne, invece, sono la quinta causa di morte, con un tasso di 61,8 eventi per 100 mila abitanti. I dati del 2013, inoltre, segnano un trend in negativo rispetto al 2009: da 39.949 a 43.444, da 67,6 casi ogni 100mila abitanti ai 73. Le regioni con i maggiori decessi sono, per valori assoluti, Lombardia (6.529), Piemonte (3.886), Lazio (3.724), Emilia Romagna (3.612), Campania (3.195). I rapporti ogni 100mila abitanti, però, segnalano una forte incidenza nelle seguenti regioni: Valle D'Aosta (102,2), Liguria (97,7), Friuli Venezia Giulia (91,6), Toscana (82,6) e Umbria (82,4).

“Oltre alle nuove terapie per combattere le principali malattie respiratorie, il congresso si è focalizzato in modo specifico le tecnologie e gli strumenti più evoluti per l’assunzione delle terapie più efficaci - spiega il professor Roberto Dal Negro – Essendo la terapia inalatoria il gold standard per la gestione di queste malattie, abbiamo parlato di ostruzione delle vie aeree, di farmacologia dell’ostruzione bronchiale, ma soprattutto dei sistemi più moderni e tecnologicamente più avanzati in grado di ottimizzare l’effettuazione della terapia inalatoria, di nursing specialistico, di indicatori di performance. Infatti, se è importante la conoscenza delle caratteristiche farmacologiche dei farmaci da usare, altrettanto importante (se non di più) è la conoscenza dei sistemi per l’erogazione dei farmaci, perché da questi dipende oltre il 60 per cento dell’efficacia della terapia".

La tosse in Italia. La tosse non è un fenomeno esclusivamente invernale, ed è un grande errore considerarlo in questo modo. Gli specialisti, dinanzi ai numeri in aumento di questa sintomatologia, mettono in guardia, e sottolineano che questo fenomeno ormai riguarda sempre più italiani in sempre più variegati periodi dell'anno. Oltre il 90 per cento degli italiani soffre almeno di un episodio all'anno. Ma per un italiano su tre si contano anche dai 3 ai 5 episodi l'anno, della durata media dai 7 ai 15 giorni. "Le cause più frequenti - sottolinea Roberto Dal Negro - sono quelle infettive, prevalentemente virali (in autunno-inverno, ma anche  in primavera-estate, a seconda del virus in gioco). Ma tra le altre cause spiccano anche l’asma e i disturbi allergici, il reflusso gastro-esofageo, lo scolo di secrezioni nasali posteriori, alcuni aspetti psicologici, l’uso di alcuni medicinali". (FEDERICA BARTOLI)

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