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PREVENZIONE

Fumatore o ex, lo sai come stai?
Scoprilo con il programma Smac

Un programma di prevenzione innovativo per le malattie polmonari e cardiovascolari nei forti fumatori ed ex fumatori, con marcatori molecolari e intelligenza artificiale, che sarà presentato in Humanitas giovedì 12 luglio

8 Luglio 2018

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Fumatore o ex, lo sai come stai?Scoprilo con il programma Smac

Diagnosi sempre più tempestiva di malattie polmonari e cardiovascolari, e prevenzione di patologie correlate al fumo. Sono questi gli obiettivi di della Smokers Health Multiple Action (Smac), un progetto di screening gratuito per forti fumatori ed ex fumatori che prevede una Tac toracica a basso dosaggio, associata ad una intensa attività antifumo. Lo studio, rivolto ai fumatori da più di 30 anni o agli ex fumatori con età superiore ai 55 anni è stato messo a punto dalla dottoressa Giulia Veronesi, responsabile della Sezione di Chirurgia Robotica di Humanitas, presso l’Unità Operativa di Chirurgia Toracica  diretta dal professor Marco Alloisio, con il supporto di Humanitas Cancer Center, Humanitas University, Ministero della Salute, Airc, Ats Milano Città Metropolitana, Medici di medicina generale, Lilt e Fondazione Umberto Veronesi.

12 luglio: meeting europeo in Humanitas. Il progetto Smac sarà presentato in occasione del CLEARLY meeting, un progetto multicentrico europeo di cui Humanitas è coordinatore e parte del programma Transcan 2, inserito nell'ambito di Horizon 2020. Al meeting, che si terrà giovedì 12 luglio presso il Centro Congressi di Humanitas, parteciperanno i massimi esperti europei di screening oncologici e ricerca traslazionale e si confronteranno su prevenzione del tumore polmonare attraverso l’individuazione di biomarcatori circolanti e di imaging.

Individuare il tumore nelle fasi iniziali. Il progetto si rivolge a persone ad alto rischio per esposizione al fumo. I primi partecipanti sono in programma per settembre di quest’anno.  “Attraverso lo screening – spiega la dottoressa Veronesi - riusciamo a trovare i tumori prima che diano sintomi della loro presenza, in una fase in cui sono operabili nell’80 per cento dei casi. Attualmente la maggior parte dei pazienti arriva alla diagnosi quando compaiono i sintomi, dunque con la malattia già più avanzata e minori possibilità di guarigione. Inoltre, grazie allo screening, è oggi possibile individuare tumori molto piccoli, che possono essere trattati con chirurgia mini-invasiva robotica e personalizzata, risparmiando la maggior parte del polmone sano, con recupero funzionale rapido e dimissione precoce. Negli Stati Uniti lo screening è già una procedura standard dal 2012, a seguito delle raccomandazioni internazionali basate su studi che mostrano una riduzione della mortalità della popolazione sottoposta a screening rispetto ai controlli. Il nostro obiettivo è coinvolgere le istituzioni affinché lo screening polmonare venga inserito anche fra le misure di politica sanitaria nazionale italiane proprio grazie a questo studio pilota messo a punto con l’Ats della Città metropolitana di Milano e i medici di famiglia”.

Intelligenza artificiale e diagnosi di noduli polmonari. Un aspetto molto promettente della ricerca sarà sfruttare l'intelligenza artificiale per la diagnosi di noduli polmonari. “Abbiamo previsto di istruire un super-computer con le immmagini Tac di screening affinché in futuro sia il computer ad eseguire la diagnosi differenziale tra noduli benigni e maligni del polmone, evitando biopsie e interventi invasivi per i pazienti", spiega il professor Arturo Chiti, responsabile Medicina Nucleare di Humanitas e docente di Humanitas University.

Biopsia liquida e ricerca. Fra i numerosi obiettivi dello studio, accanto alle applicazioni cliniche illustrate vi sono aspetti di ricerca traslazionale. Infatti, il prelievo di sangue premetterà di approfondire lo studio sui marcatori molecolari del tumore. “L’obiettivo sperimentale è rappresentato dall’analisi di molecole e cellule del sangue nel campo di quella che viene chiamata ‘biopsia liquida’, che significa scoprire, se nei soggetti a rischio vi siano nel sangue cellule tumorali, frammenti di geni tumorali o particolari proteine”, afferma il professor Gioacchino Natoli, ricercatore e docente di Biochimica presso Humanitas University, per potere utilizzare questi test molecolari  o una loro combinazione per la diagnosi precoce dei tumori e di altre patologie correlate al fumo.

L’innovazione nello screening: non solo tumori del polmone. Smac prevede l’esecuzione di alcuni esami tra cui calcio coronarico alla TC  e spirometria, per il rilevamento del rischio cardiovascolare e diagnosi precoce dell’enfisema e della broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco). “Il fumo è uno dei principali fattori di rischio per l’infarto o l’aterosclerosi. La Tac del torace a basso dosaggio permette di calcolare il grado di calcificazione delle arterie coronariche, che è direttamente proporzionale al rischio di infarto o di stenosi delle coronarie. Con lo screening potremo quindi arrivare anche a una valutazione del rischio cardiovascolari dei partecipanti al programma e, in caso, indirizzarlo a controlli cardiologici per la prevenzione oppure a cambiamenti di stili di vita e/o trattamenti con terapie preventive (statine)", spiega il professor Gianluigi Condorelli, direttore del Dipartimento cardiovascolare di Humanitas e docente di Humanitas University. "Inoltre, con il dosaggio nel sangue di alcune proteine collegate all’infiammazione e con la spirometria, che valuta il funzionamento del polmone, insieme con i dati sulla presenza o meno di quadri di enfisema mostrati dalla Tac, potremo valutare la presenza di Bpco e anticiparne il trattamento riducendo la disabilità cronica”, dice la dottoressa Francesca Puggioni, pneumologa del Centro di Medicina Personalizzata Asma e Allergie di Humanitas.

Attività antifumo. Anche la prevenzione occupa un posto di rilievo nelle attività previste da Smac, con l’offerta di percorsi personalizzati che aiutino i partecipanti allo screening ad abbandonare il fumo. “I fumatori saranno indirizzati al Centro Antifumo di Humanitas, dove potranno avere sia incontri per il supporto psicologico sia il trattamento farmacologico per smettere di fumare. Seppure non potremo escludere dal progetto chi proprio non riesce a smettere, ogni anno progetto Smac cercherà di indirizzare i soggetti più dipendenti dal fumo al Centro”, dice la dottoressa Licia Siracusano, responsabile del Centro Antifumo di Humanitas. (ANDREA COEN TIRELLI)

Si può partecipare al programma attraverso il proprio medico di famiglia oppure contattando il numero 02 82247371 o mandando un'e-mail all’indirizzo: [email protected]

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