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SPECIALE ‘PANORAMA DIABETE’

La complicanza-tabu’
della donna con diabete

Un nuovo questionario in 6 punti elaborato da ricercatori di Napoli e Roma consente di rivelare la presenza della disfunzione sessuale, presente nel 43% delle donne

Non esiste ancora l’equivalente del ‘viagra’ per la donna: la correzione per ora affidata a controllo del diabete e dieta mediterranea
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La complicanza-tabu’ 
della donna con diabete
Non esiste ancora l’equivalente del ‘viagra’ per la donna: la correzione per ora affidata a controllo del diabete e dieta mediterranea

La disfunzione sessuale femminile nella donna con diabete è una nuova patologia i cui contorni si stanno definendo in questi ultimi anni. Molto più articolata di quella maschile, la disfunzione sessuale femminile può coinvolgere tutta una serie di ‘domìni’ della sessualità femminile: dal desiderio, all’eccitazione, fino all’orgasmo.  Per questo è molto più complesso indagarla da parte del medico che non nella sua versione maschile. E paradossalmente sono molte più le donne degli uomini, in percentuale, a soffrire di disfunzioni sessuali. La disfunzione sessuale femminile è associata ad una serie di problematiche metaboliche – come il diabete – per cui è necessario ‘slatentizzarla’, chiedendo proprio alla paziente come funziona la sua sessualità. Proprio quest’anno, alla Consensus Conference di Princeton III che da sempre si è occupata di disfunzione erettile, abbiamo parlato di disfunzioni sessuali femminili, finalmente al centro dell’attenzione, come vera e propria patologia. Il dato più recente, relativo alla prevalenza della disfunzione sessuale femminile, risale a qualche ano fa e indica nel 43% le donne interessate da questa condizione. “In Italia stiamo iniziando a ‘contarci’ solo da poco tempo – dice Katherine Esposito, professore di endocrinologia e malattie del metabolismo alla II Università di Napoli, intervenuta a 'Panorama diabete', il meeting di Riccione presideuto dal professor Stefano Del Prato, presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID) – perché gli stessi medici di famiglia in passato hanno solo di rado posto questa domanda alle pazienti. Oggi finalmente disponiamo di un questionario ad hoc, più ‘fluido’ dei precedenti - elaborato dalla nostra scuola di Napoli e da quella di Roma del professor Emmanuele Iannini – che presto ci permetterà di disporre del dato epidemiologico. Il questionario si basa su uno già esistente di 19 domande, che andava ad indagare tutti i domìni della sessualità femminile, ma che riteniamo un po’ troppo complesso e dettagliato per i tempi delle visite ambulatoriali. Noi abbiamo provveduto a ‘snellirlo’, riducendolo a 6 domande.

La terapia. Una volta fatta la diagnosi, è importante cercare di correggere la disfunzione sessuale nella donna con diabete. In primo luogo migliorando il controllo metabolico della malattia, con un’adeguata aderenza alla terapia ma soprattutto alle regole di stile di vita sano. Molto importante è il mangiare sano: abbiamo dimostrato che la dieta mediterranea è in grado di migliorare la sessualità della donna con sindrome metabolica. La stessa Consensus di Princeton ha confermato che a combattere la disfunzione sessuale femminile nella donna con diabete può essere di grande aiuto proprio questo ‘segreto’ italiano: la dieta mediterranea. Con il suo cocktail di antiossidanti che migliora anche la disfunzione erettile, la dieta mediterranea sembra in grado di alleviare anche il ‘fardello’ della disfunzione sessuale femminile, soprattutto nelle donne con diabete. E il diabetologo è, al momento, lo specialista più vicino alla donna con questo tipo di disfunzioni, grazie al suo indagare a 360 gradi tutte le complicanze collegate al diabete. Come per l’uomo, anche nella donna la disfunzione erettile potrebbe essere il campanello di allarme di una patologia cardiovascolare. La disfunzione sessuale femminile va indagata attivamente, perché più ‘nascosta’ di quella maschile, ma altrettanto pesante nelle ricadute che può avere sul benessere della persona. Purtroppo, una terapia farmacologica ad hoc per la disfunzione sessuale femminile ancora non esiste; a differenza della variante maschile infatti, ad oggi non siamo riusciti a trovare un bersaglio farmacologico. In passato è stato utilizzato il testosterone, ma questa terapia ha senso se è coinvolto anche il calo del desiderio. Quindi è indicata solo per una parte delle disfunzioni sessuali femminili”. La prevenzione e la cura per oggi passano quindi per un corretto stile di vita. (LARA LUCIANO)


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