Cerca

BENESSERE

I nuovi over55 italiani
vivono una vita migliore

Da una ricerca condotta da Yakult e Gfk Eurisko emerge una crescita nel nostro paese di persone tra i 55 e i 75 anni che rappresentano il 22% totale della popolazione e conducono uno stile di vita salutare

Un esercito di oltre 13 milioni individui che costituiscono un nuovo segmento demografico che gli osservatori definiscono in evoluzione in maniera significativa, con un rilevante peso socio-economico
1
I nuovi over55 italiani 
vivono una vita migliore
Un esercito di oltre 13 milioni individui che costituiscono un nuovo segmento demografico che gli osservatori definiscono in evoluzione in maniera significativa, con un rilevante peso socio-economico

I 'nuovi senior' - gli ultra 55enni - in Italia sono 2.400.000. Sono persone attive e attente alla cura personale: amano fare sport, andare in palestra, mangiare sano, vanno al teatro e al cinema (il triplo rispetto ai senior tradizionali con una media del 73% rispetto al 28%), sono frequentatori di eventi culturali e serate mondane, hanno una vita sessuale appagante. E' quanto emerge da un'indagine condotta dall'Osservatorio Yakult, divisione nata all’interno di Yakult Italia nel 2010, su 1000 individui ‘senior’, con reddito famigliare mensile netto di 1500 euro e oltre con l'obiettivo di esplorare il mondo del benessere e della corretta alimentazione, degli stili di vita degli italiani, ha effettuato uno studio a livello nazionale. L’indagine si è svolta tramite interviste personali a domicilio, indagando su le loro abitudini di vita, le aspirazioni e ciò che desiderano per la seconda metà della loro vita. Insomma, rispetto ai senior tradizionali si sentono più in forma, hanno una vita sociale più intensa, fanno progetti e hanno meno paura di ammalarsi; sono l’anello forte della società italiana attuale. Dallo studio è emersa una vera e propria metamorfosi all’interno della società italiana, stando a quanto riportano i dati: i nuovi senior lavorano il doppio rispetto ai senior tradizionali (45% contro il 24%); amano viaggiare (il quadruplo in più rispetto ai senior tradizionali) e fare gite (il doppio); leggono di più (più del doppio); si curano molto di più rispetto ai senior tradizionali (il doppio), facendo attenzione alla propria bellezza, alla salute e alla alimentazione che viene vissuta coma elemento essenziale di prevenzione. Infatti il 73% riduce grassi, sale, zuccheri e alcool. Questo è stato verificato anche negli ultimi 3 mesi, dove il 23% dei nuovi senior ha consumato alimenti probiotici (quasi il doppio rispetto ai senior tradizionali), probabilmente grazie allo studio della filosofia del Dott. Minoru Shirota, fondatore di Yakult, il quale afferma “Un intestino sano porta ad una vita più lunga e sana”.

Gli ultimi 10 anni. Il trend del segmento senior è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi 10 anni (2003-2013), complice il livello di istruzione (+ 13% istruzione superiore) e l’impegno professionale (+ 7%). I senior dell’ultima generazione, rispetto al passato, sono dotati di maggiori risorse economiche e culturali, sono maggiormente capaci di partecipare attivamente alla società ed avere una maggiore apertura all’estero. Nel mirino la cura di se: cresce infatti l’orientamento alla prevenzione (+5%), l’attenzione alla alimentazione (+ 7%) e l’impegno in una attività fisica costante (+ 3%). Interessante è anche l’apertura che hanno verso canali tecnologici e mezzi digitali, quali strumenti che favoriscono la comunicazione e la socialità: in notevole aumento l’uso di smartphone, internet e social network. Hanno un atteggiamento positivo e attivo nei confronti della salute, adottando uno stile di vita più responsabile (hanno ridotto fumo, bevono meno alcolici) e in presenza di un problema appaiono orientati verso la ricerca di soluzioni, diversamente dai senior tradizionali che sono maggiormente fatalisti e inerziali. La conseguenza è un miglioramento dello stato sia fisico che mentale. Le proiezioni dicono che nel 2030 2 italiani su 5 avranno più di 65 anni. Come scrive Enrico Oggioni, scrittore e blogger esperto in materia: “Tutto questo è ben noto mentre non si considera che l’enormità di questa trasformazione non si risolve soltanto in una trasposizione in avanti delle tradizionali fasi della vita, ma ne comporta lo sconvolgimento e, di conseguenza, il manifestarsi di nuovi modelli individuali e sociali di comportamento. I demografi parlano di ‘giovani anziani’, ‘anziani’ e ‘grandi anziani’; gli americani hanno codificato una categoria a sé stante, quella dei ‘baby boomers’ indicando i nati fra il 1946 e il 1964 (anni di picco delle nascite in USA); in Europa si utilizza il termine Senior”. (GIOIA TAGLIENTE)






Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • ohmohm

    ohmohm

    15 Febbraio 2015 - 23:11

    confermo! finalmente un articolo statistico veritiero!

    Report

    Rispondi

media