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Digital forensics, l'ultima frontiera dell'investigazione privata: tutto ciò che i dati informatici possono rivelare

Digital forensics, l'ultima frontiera dell'investigazione privata: tutto ciò che i dati informatici possono rivelare

Il settore dell'investigazione privata, ai tempi della grande crisi, è stato uno dei pochi a non uscirne con le ossa rotte. Oggi, nel Belpaese, si contano oltre 3.200 agenzie investigative, il cui giro d'affari supera i 400milioni di euro. In cima alla classifica delle città più spiate restano Roma e Milano. Ma chi pensa che il grosso del business degli "Sherlock Holmes" derivi da affari privati, magari affari di cuore e questioni matrimoniali, sbaglia: a far ricorso all'investigazione privata, più di tutti, sono le aziende. Gli affari si fanno con la prevenzione allo spionaggio industriale, e a rivolgersi ai detective privati sono multinazionali, banche e grandi società. Si pensi che in cima alla classifica dei casi più comuni che le agenzie sono chiamate a risolvere ci sono quelli di concorrenza sleale tra ex soci, poi le frodi interne, quindi le verifiche di solvibilità, la tutela dei marchi e dei brevetti e quindi il controllo del personale. Una fattispecie destinata a crescere nelle proporzioni dopo le recenti modifiche introdotte dal Jobs Act "made in Renzi", che in buona sostanza prevede che le aziende potranno controllare smartphone, pc e tablet dei dipendenti, purché si tratti di gingilli elettronici aziendali. Va da sé, laddove la competenza investigativa ed elettronica delle società intenzionate a controllare i propri lavoratori non potrà arrivare, entreranno in campo le agenzie di investigazione privata.

E' quanto spiega senza giri di parole Fabio Di Venosa, fondatore di Centro Servizi Investigativi, una società nata nel 2005 a Milano. "Negli ultimi due anni - conferma Di Venosa - ha preso piede un tipo di indagine molto particolare, relativa ai supporti informatici che permette di andare a recuperare qualsiasi tipo di informazione da qualsiasi tipo di device, pc, mac, iPhone e iPad". E ancor prima delle ultime novità introdotte dal Jobs Act, per chi mai avesse avuto dei dubbi, questo ventaglio di attività (rigidamente controllate, esercitate soltanto da chi in possesso di un'apposita licenza e regolamentate da un fitto quadro normativo che affonda le sue radici addirittura in un Regio Decreto che risale al 4 giugno 1914), era legale. E i dati ottenuti con queste attività sono "riproducibili in giudizio - sottolinea Di Venosa -, dove è possibile ricostruire tutte le attività di qualsiasi soggetto, dipendente, coniuge o minore". Uno strumento efficace e puntuale, dunque, non solo nel caso di una controversia destinata a una soluzione privata, ma anche in dissidi che arrivano fino alla sbarra di un tribunale.

Come ogni settore d'attività, dunque, anche l'investigazione privata (il cui "boom" risale agli anni 'Duemila, ma che come detto è più anziana della nostra Repubblica) è costretto ad aggiornarsi, a mutare, a trasformarsi. Negli anni della recente crisi, così, all'investigazione privata si sono rivolte sempre più società private, nel tentativo di razionalizzare i costi derivanti dalle frodi o dagli sprechi interni, oppure nel tentativo di recuperare crediti da parte di pagatori insolventi (o anche letteralmente spariti nel nulla). Ma negli ultimi mesi la frontiera dell'investigazione privata si è spostata più in là, all'investigazione tradizionale si affacciano le investigazioni digitali. Lo sottolinea sempre Di Venosa, che spiega come il core-business della sua Centro Servizi Investigativi, oggi, siano le cosiddette tecniche di digital forensics, le investigazioni digitali effettuate da "divisioni forensi" di cui si è già accennato nell'articolo. "Le informazioni che quotidianamente una persona produce, in modo consapevole o meno, quali fotografie, contatti, messaggi, chiamate, conversazioni, note personali, e-mail e un'altra miriade di contenuti riservati - sottolinea - sono a disposizione degli investigatori digitali, attraverso un singolo clic". E si torna dunque al caso-scuola del dipendente infedele, che può "tramare contro la sua azienda, oppure contro il suo ad. Ma poco dopo aver trasmesso informazioni riservate alla concorrenza - aggiunge sornione - il dipendente infedele connette il suo smartphone al computer dell'ufficio...et voilà...il gioco è fatto". Il punto, per Di Venosa, è che "un investigatore digitale riuscirà sempre a scovare le prove di quella condotta".

Oggi, dunque, l'investigazione privata si concentra sui crimini informatici. "La nostra prima missione - sottolinea Di Venosa - è informare i clienti sui rischi e sui danni derivanti da un uso improprio o illegittimo delle tecnologie digitali, perché come spesso accade le persone comuni non immaginano neppure quali e quanti informazioni si rivelino pubblicando una semplice foto su Facebook". Le società di investigazione privata, infatti, oltre alle indagini svolgono un'importante funzione di tutela, offrendo consulenza specializzata a chi teme di essere "spiato", spiegando a un comune cittadino come difendersi al meglio delle sue possibilità. "Gli ingegneri della divisione forense del Centro Servizi Investigativi - riprendere il nostro interlocutore - possono anche restituirvi la serenità e la tranquillità di utilizzare il vostro smartphone". Infine, Di Venosa, snocciola qualche informazione sulla sua esperienza. Prima la formazione tra le migliori agenzie investigative di Milano e Londra, quindi la sfida: mettersi in proprio. "Dal 2005 - spiega - i casi affrontati sono stati più di 1.000, e tutti portati a termine con successo, salvo alcuni non realizzabili o richieste non etiche". E ancora: "Il raggio di azione delle indagini ha coperto la gran parte dell'Italia, e alcune volte è stato necessario estendere le ricerche anche ad altri stati, grazie anche alle collaborazioni intrattenute con istituti europei". Nel 2008, agli albori della grande crisi, "il recupero crediti da parte degli studi legali ha preso una parte molto importante dell'attività, tanto che è stata creata una divisione interna che si andasse a occupare esclusivamente di quella tipologia di servizio". Ma oggi, il presente (e anche il futuro) sta tutto nelle investigazioni digitali.

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