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"Ho inventato Momo, il robot che fa l'uomo di casa e paga anche le bollette"

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"Ho inventato Momo, il robot che fa l'uomo di casa e paga anche le bollette"

Se non fosse un robot sarebbe l'uomo ideale. Si chiama Momo, è appena nato ed è già corteggiatissimo perché finora non esistevano robot domestici come lui. Se dimenticate la luce accesa, Momo non vi urla dietro: «La luceeeee», ma la spegne.
Se non chiudete la finestra quando uscite di casa non vi accusa: ci pensa lui. Se la casa è troppo fredda Momo alza la temperatura, se c' è caldo aziona l' aria condizionata. Quando al mattino aprite la finestra, lui spegne la luce per farvi risparmiare energia. Vi aiuta e vi coccola.
È presente ma non invadente, vi capisce ma non fa domande, vi conosce e non vi giudica. Chi non vorrebbe in casa un uomo o una donna che abbassa il volume della tv quando si riceve una telefonata, che spegne il gas tutte le volte che si dimentica la cena ad abbrustolire nel tegame? Chi non sogna qualcuno che riscalda l' ambiente prima del proprio arrivo a casa?
Ecco, Momo fa tutto questo e anche di più. Non immaginatevi il robot umanoide che, come nel peggiore degli incubi o in certi film di fantascienza, gira per casa con la voce metallica e il tono da sapientino e che vi dice cosa è meglio e cosa no: niente di tutto ciò. Momo è un dispositivo, tutta la sua intelligenza artificiale è racchiusa in una scatola di design, se ne sta buono e vigile in un angolo.
Il papà di Momo si chiama Edoardo Scarso ed è un ingegnere informatico, amministratore delegato di Morpheos, una startup catanese che è stata selezionata da Digital Magics (il più grosso incubatore d' Italia). Nel 2015 ha vinto il bando «Smart&Start Italia» e ha ricevuto un finanziamento di 828mila euro. Scarso ha 31 anni e le idee chiarissime.
Ci parli di Momo, il nuovo oggetto del desiderio...
«Ha un' intelligenza artificiale che gli permette di riconoscere gli stati d' animo dei suoi proprietari. Distingue gesti come l' indicare, il salutare, il negare o l' annuire; sa bene la differenza tra le espressioni di felicità e di tristezza e questo gli permette di creare scenari d' ambiente in base all' umore. Riconosce la presenza di un estraneo e segnala con un messaggio sul cellulare l' intrusione di ladri o i tentativi di effrazione. Avvisa in caso di perdite di gas. Interviene in tutte quelle situazioni di rischio che, per distrazione, per fretta o per superficialità si possono creare. Se in casa ci sono dei bimbi che dormono, riduce il volume della televisione per creare l' atmosfera giusta. Se gli si dice di avvisare quando in una determinata stanza - mettiamo uno studio in cui ci sono documenti riservati - entra un estraneo, lui vi manda un sms».

Ma per farlo funzionare ci vuole una laurea in ingegneria informatica come la sua?
«No. Momo si collega ai dispositivi "smart" presenti sul mercato, si interfaccia con i normali elettrodomestici grazie a semplici adattatori sviluppati nel laboratori Morpheos. Basta collegare l' adattatore ad una presa della corrente. Il nostro obiettivo era quello di creare un dispositivo che funzionasse immediatamente e in modo autonomo. Che fosse tecnologicamente avanzato e allo stesso tempo facile da usare».

Quanto è grande?
«Una scatola più o meno, come quella di un antifurto. Non posso mostrare la sua foto perché stiamo depositando il brevetto».

La domanda più importante: quanto costerà? È destinato a restare il sogno proibito di tutti noi, un oggetto che finirà solo nelle case dei superricchi?
«Costerà quanto uno smartphone di fascia alta».

Sugli ottocento euro?
«Più o meno siamo lì».

Quando sarà in vendita?
«Tra un anno».

Dove si potrà acquistare?
«Sul sito di Morpheos, nella nostra sezione di e-commerce, ma anche da alcuni rivenditori con cui concluderemo degli accordi».

Ci può spiegare come le è venuto in mente Momo?
«Sono partito dalle mie necessità, da quello di cui io sentivo bisogno. Per esempio, l' esigenza di avere un contatto continuo con mio nonno che abita lontano da me».

E cosa fa Momo in questi casi?
«Con due dispositivi installati in due diverse case i proprietari possono comunicare come su Skype. Momo trasmette la richiesta di aiuto di un anziano o situazioni di pericolo. Questo vale anche per i bimbi».

Non mi dica che Momo fa anche da tata…

«No, non ancora. Ma è un aiuto per i genitori. Oltre a preoccuparsi che in casa ci sia silenzio quando dormono, avverte in caso di pianto. E la nostra prossima sfida è quella di fargli interpretare anche il motivo per cui i bimbi piangono...».

Roba che neanche Tata Lucia… Lei sa che sul linguaggio dei neonati, su quello che vogliono dire attraverso il pianto, sono stati scritti decine di libri e si sono disperate milioni di mamme?
«Noi vogliamo provarci, se ci riusciamo abbiamo vinto la sfida».

Di cos' altro è capace il vostro robot?
«Quando in una stanza ci sono molte persone, Momo abbassa autonomamente la temperatura o se una persona è seduta a leggere sul divano, regola le luci per facilitare la lettura. A proposito di lettura…».

Ci dica cosa riesce a leggere…

«Le bollette».

In che senso? 

«Basta passare un bollettino postale davanti ai suoi sensori e lui autorizza il pagamento».

Non crede che col tempo Momo diventi un po' fastidioso?
«Al contrario, crediamo che chi comincerà a usarlo non potrà più farne a meno. La sua unicità è proprio questa: è il proprietario di casa a stabilire quanto e in che modo vuole interagire con Momo. Questo robot, inoltre, sostituisce tutti i dispositivi che abbiamo in casa e fanno una cosa sola: il salvavita per il nonno, le radioline per i bimbi, l' antifurto, il telecomando per la tv, per l' aria condizionata, etc».

Momo capisce sempre le nostre esigenze?
«Certo! Pensi che quando siamo a letto a leggere e non abbiamo voglia di alzarci a spegnere la luce basta dire: "Momo, spegni la luce" e lui esegue. Lo stesso vale per il riscaldamento o per l' aria condizionata: in base a una serie di elementi, incluso l' umore del proprietario, lui stabilisce la temperatura migliore in un determinato ambiente».

Perché lo ha chiamato Momo?
«Per caso. Stavo scrivendo sulla lavagna alcune parole-chiave e, riguardando, le iniziali ho scoperto che formavano la parola "Momo", mi è subito piaciuta perché suonava bene».

In quanti hanno lavorato con lei?
«Siamo quattro soci, tre dipendenti e quattro collaboratori con diverse competenze».

Avete pensato al problema della dispensa vuota? Perché non rendete Momo capace di avvisare il proprietario se in frigo mancano prodotti fondamentali come il latte o le uova?
«A questo non abbiamo ancora pensato perché stiamo lavorando a un altro progetto legato all' alimentazione, un progetto che permetterà a tutti di avere un orto in casa».

Un robot che dispensa frutta e verdura?
«No, un robot dotato di intelligenza artificiale che coltiva frutta e ortaggi senza terra. Si chiama Hydro Up, sarà un sistema facile da installare che controllerà tutte le fasi della coltivazione, avviserà il proprietario quando è necessaria l' acqua e quando il prodotto può essere consumato. Sarà economico e biologico».

Altri progetti?
«Abbiamo sviluppato un' app che permette di controllare le buste paga. Si chiama CedolBis e aiuta i lavoratori a leggere questo documento così importante eppure spesso incomprensibile. L' app si scarica gratuitamente ed effettua la verifica dei giorni di lavoro, delle trattenute e delle ritenute, delle detrazioni e degli assegni familiari. È uno strumento utile non solo a leggere la busta paga ma serve anche a trovare eventuali errori. E poi...».

Poi cos' altro?
«Abbiamo "Conga.travel" un sito che è un contenitore di tutte le informazioni su alberghi, ristoranti, località che si trovano in rete. È un portale che permette di scegliere su un solo sito il volo più conveniente e la miglior camera d' albergo in base al budget. In più dà informazioni affidabili sul meteo che vi aspetta durante il vostro viaggio».

Senza paura dei ladri perché a casa c' è Momo…

«Già, alla sicurezza ci pensa lui».

Intervista di Lucia Esposito

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