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Il web ci salverà: come trovare lavoro in 5 mosse

LinkedIn è il social network professionale più usato per la ricerca del personale. Un esperto spiega come sfruttarlo al meglio

Il web ci salverà: come trovare lavoro in 5 mosse
Internet è ormai sinonimo di social network. Ci sono quelli legati alle relazioni interpersonali, come Facebook, oppure quelli dedicati a chi ama la musica, a esempio Ping, ennesima creatura firmata Steve Jobs. Esistono anche social netowork di tipo professionale come Viadeo, Xing e LinkedIn, siti importanti, dove pubblicare il proprio curriculum vitae e ormai sempre più utilizzati dai cacciatori di teste. Sono un’incredibile risorsa per chi si occupa di ricerca del personale e che, sempre più spesso, preferisce consultare questi social network per trovare il proprio candidato piuttosto che sfogliare montagne di curricula. In Italia, solo il 32% dei responsabili delle risorse umane usa il web per le proprie ricerche ma il dato è in aumento.

CENTO MILIONI DI UTENTI - LinkedIn tra poco spegnerà otto candeline e a marzo 2011 contava già più di 100 milioni di utenti in tutto il mondo. Meno di Facebook (oltre 500 milioni di iscritti nel 2010) ma comunque un risultato importante e in continua crescita. "Nel nostro Paese sono 1,7 milioni", spiega il professor Mariano Corso, osservatore ICT & Management della School of Management del Politecnico di Milano. Non c'è uno spazio per caricare foto o video, non si possono fare giochi o test e non ci sono "amici" ma "connessioni", cioè persone con cui si lavora, con cui si hanno avuto esperienze professionali o che si occupano del settore in cui ci piacerebbe entrare. Come gli altri social network è gratuito, basta un indirizzo mail attivo. Ci si iscrive e inizia l'avventura. Quali sono le cinque cose fondamentali per un profilo considerato “interessante” dai cacciatori di testa? "Per prima cosa bisogna scrivere un buon curriculum", sottolinea il professo Corso. "Bisogna capire quali sono i nostri obiettivi e dare importanza alle esperienze che possono aiutarci a raggiungerli". Il modulo è prestabilito. Si inseriscono i dati personali, le esperienze attuali e quelle passate, dati sulla formazione e l’eventuale indirizzo web.

CONNESSI AL MONDO - Seconda cosa, "avere connessioni di qualità". Questo significa che non dobbiamo aggiungere tutti indistintamente come si fa con Facebook e avere 1000 "amici" di cui non se ne conosce neanche la metà. Bisogna creare un network professionale di "colleghi che possono garantire per te o che possono consigliarti contatti utili per il tuo lavoro presente o futuro", aggiunge il dottor Corso. Per creare connessioni, bisogna inviare la richiesta, specificando quale tipo di rapporto si ha con quella persona (di amicizia, di lavoro, ex compagni di classe, di collaborazione). Il soggetto in questione deve poi accettare il nostro invito. Le notizie principali del profilo sono accessibile a tutti, anche a chi non fa parte del nostro network. Entrare in collagamento con una persona significa poter vedere tutte le sue informazioni personali, con chi è connesso e avere la possibilità di mandargli messaggi. Come su altri social network, anche in LinkedIn esistono dei gruppi. Riguardano vari argomenti, vari settori ma sempre di tipo lavorativo. Faremo fatica a trovare gruppi chiamati "Quelli nati negli anni '80" oppure "I love London". Ci possiamo però iscrivere a "Il Mercato Italiano del Lavoro", a "Fonti Energetiche Rinnovabili" oppure a "Banca della Formazione". Ci sono anche quelli creati dagli ex studenti delle varie università italiane dove scambiarsi informazioni sugli stage o sul proprio lavoro, raccogliere dati per ricerche o tesi di laurea oppure segnalare conferenze e seminari organizzati dall'Ateneo. "I gruppi sono importanti - segnala il dottor Corso – permettono di condivedere notizie e conoscenze e di creare dibattiti utili per farsi notare in certi ambienti".

IN VETRINA - Un altro modo per mostrare le proprie capacità è quello di inserire sul proprio profilo le presentazioni dei progetti a cui si è preso parte o del lavoro che si è svolto. "Sono una dimostrazione importante ed evidente di quello che si fa e di quello che si sa fare", sottolinea l’osservatore del Politecnico. Ultimo, ma non meno importante consiglio, riguarda le raccomandazioni. Non significa che anche su LinkedIn esistono legami “sporchi” e discriminanti per trovare lavoro. Le raccomandazioni vanno intese nel senso di segnalazioni. Sono le lettere che i nostri capi o nostri colleghi di lavoro inviano per dare un’opinione su di noi e sul nostro operato: come lavoriamo, quali sono i nostri punti di forza, quanto siamo affidabili, cosa siamo bravi a fare. Nel mondo anglosassone sono molto importanti e LinkedIn, essendo una "creatura" statunitense, non può farne a meno.

di Carlotta Mariani


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Commenti all'articolo

  • capitanuncino

    05 Agosto 2011 - 18:06

    Che non sia l'ultima Americanata.Io mi ci sono iscritto.Ho 37 anni di esperienza lavorativa come tecnico di avviamento impianti industriali.Ho inviato numerosi CV.. ma come risposte ho ricevuto solo"We are sorry,but for your profile there is not position".A lavorare vanno raccoglitori di olive e friggitori di meduse.Costano meno.

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  • tizziocaio

    22 Aprile 2011 - 19:07

    Speriamo che ci siano imprenditori saggi che approfittino degli ower 60 non ancora in possibilita' di pensione per affiancare i giovani volenterosi migliorandone la bassa esperienza che la scuola offre. Speriamo che gli imprenditori che si lamentano e pretendono esperienza capiscano che l'unico modo per migliorare i giovani inesperti e' affiancarli ad un anziano che negli ultimi anni si potra' dedicare,anche lavorando, a migliorare quella esperienza che non basta mai. Speriamo.........!!!!!!!!!

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