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Giovanni Floris debutta da scrittore: tutto sesso, droga e notti brave. E Daria Bignardi lo imbarazza

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Giovanni Floris debutta da scrittore: tutto sesso, droga e notti brave. E Daria Bignardi lo imbarazza

La crisi (esistenziale) secondo Giovanni Floris? Due amici, uno notaio, l'altro regista da Oscar. Due persone di successo, uno "normale" e l'altro "trasgressivo". Niente disoccupati, esodati o dimenticati dalla politica: il giornalista lascia a Ballarò i temi forti del suo salotto, tanto cari a certa sinistra (magari più a parole che nei fatti). Per il suo debutto da romanziere, Il confine di Bonetti, il finto bonario Floris si butta su un racconto intimo, di formazione. "Era un mio sogno ma non è autobiografico", spiega a Le invasioni barbariche intervistato da Daria Bignardi, che gli ribatte: "Noi non ci crediamo".

Sesso, droga e notti brave - Il romanzo è la classica parabola di un gruppo di amici del liceo degli anni Ottanta, che si ritrova per una rimpatriata molti anni dopo. La vita ha fatto il suo corso e i due protagonisti sembrano avere tutto quello che serve per essere felici. Uno, Bonetti, è un regista di grande successo ("Ma non è ispirato a Paolo Sorrentino", mette le mani avanti Floris). L'altro, Ranò, è un notaio figlio di notaio: "Ha scelto di non stare più sul confine tra bianco e nero, trasgressione e normalità". Finirà male, perché la voce narrante è la sua e spiega tutto a un magistrato, visto che è proprio Ranò ad essere stato arrestato dopo la notte brava. Una notte da leoni, sul filo dei ricordi (e non solo) tra droga, tette, alcol, piccole tresche e furberie da ragazzi. Non a caso la Bignardi lo incalza proprio su questo: "Ma parli solo di sesso?". E ancora: "Ma che gente frequenti?". Floris, faccia da bravo ragazzo eternamente sul grande schermo, è un po' imbarazzato: "Mica gli scrittori di gialli ammazzano le persone...". Ricapitolando: ragazzi cresciuti nella bambagia ma col gusto per il rischio, tra scorribande, notti brave, misteri, manette. Qualcuno ha paragonato Il confine di Bonetti a Due di due di Andrea De Carlo, non il più riuscito dello scrittore milanese. Mal che vada Floris si ributterà sulla televisione e su Ballarò, dove sesso, droga e rock'n'roll sono rigorosamente banditi.

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Commenti all'articolo

  • marcello marilli

    03 Aprile 2014 - 15:03

    il lecchino della sinistra scrive ? ma quando mai , lui usa solo la lingua !

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  • Estiqaatsi

    28 Marzo 2014 - 11:11

    Non vedo l'ora di non comprarlo...

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  • milibe

    27 Marzo 2014 - 13:01

    floris ma mi faccia il piacere……di sparire………..

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