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20 anni di Chi

Selvaggia Lucarelli intervista Alfonso Signorini: "Dalle tette di Marina Berlusconi alla Boschi in bikini, la verità su quegli scoop scandalosi"

24 Marzo 2015

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Selvaggia Lucarelli intervista Alfonso Signorini: "Dalle tette di Marina Berlusconi alla Boschi in bikini, la verità su quegli scoop scandalosi"

Ha studiato filologia medievale ma in fatto di gossip è più un pre-illuminista: da dieci anni infatti, è una sorta di «Ariosto kitsch» che dosando spregiudicatezza e paraculaggine con sapiente ironia, racconta le donne, i cavallieri, (e il Cavaliere) l’arme e gli amori sulla bibbia rosa d’Italia: Chi. E proprio Chi, il suo unico figlio un po’ chierichetto e un po’ ribelle, un po’ sintetico e un po’ tradizionale per non scontentare nessuno - né Elton John , né Dolce e Gabbana, né la casalinga di Voghera, né la drag del Muccassassina - compie 20 anni. Due decenni di innegabili successi, tant’è che ancora oggi la copertina di Chi è ambita dalle star quanto un carmelita smack con Matteo Renzi.

I 20 anni di Chi: guarda i servizi più "scandalosi" / Fotogallery

Alfonso, «Chi» compie 20 anni, tu a breve ne fai 51. Chi è più in forma dei due?
«Naturalmente Chi. Io sono pieno di acciacchi, Chi si mantiene giovane e in fondo mantiene giovane me, perché dirigerlo mi entusiasma ancora. Ogni volta che arrivo in ufficio e guardo le notizie che ci sono sul tavolo continuo a stupirmi di quanto la realtà sia di gran lunga più incredibile della fantasia».

Mai avuto voglia di mollare la direzione? In fondo dirigere una rivista di gossip porta un sacco di grane, sei finito in varie intercettazioni, sei dovuto andare in tribunale per un processo a Corona.
«Questo è un aspetto orribile di questo lavoro. Un sacco di volte ho pensato di lasciare, quando dirigi un giornale sei esposto a venti e critiche. Dopo vallettopoli ho deciso che non avrei mai più parlato direttamente con i paparazzi e sebbene delegare sia la cosa più lontana da me, ho incaricato altri di trattare con le agenzie fotografiche e i paparazzi».

La tua cazzata più grande da quando dirigi “Chi”?
«Non ho dubbi: le foto della Madia che mangia il gelato. Una cazzata per cui non ho dormito due giorni. E ti dirò, nonostante mi sia scusato da Fazio per averla commessa, dovrei alzare il telefono e scusarmi anche con lei. Prima o poi lo farò, anche se davvero è stata solo una leggerezza, non c’era alcun retropensiero sessista».

Però qualche numero fa hai pubblicato un altro servizio su cui s’è fatta molta ironia sul web: Lapo Elkann che toglie la neve dalla strada e il titolo «Spazzaneve per passione». Leggerezza anche questa?
«Ma sai che quando ho visto Dagospia che ci faceva ironia mi sono detto “Cazzo ha ragione!”. Giuro che neanche ci avevo pensato…».

Avete un titolista molto candido, come la neve…
«Quale titolista, il titolista sono io a Chi. Scrivo pure le didascalie. Ora che ci penso avevo fatto un’altra gaffe simile con Lapo in passato, quando stava con Bianca Brandolini titolai un servizio su di loro “Bianca mon amour”...».

La copertina di cui vai più fiero e quella che ti ha creato più problemi.
«Quella di cui vado più fiero è il primo bacio alle Bermuda di Pavarotti e Nicoletta Mantovani. Quel bacio fece il giro del mondo, finì su People, Galà e molte riviste internazionali. La copertina delle polemiche è stata quella del matrimonio Clooney-Amal. Abbiamo ritoccato una vecchia foto dei due, è vero, ma con un piccolo intervento di photoshop abbiamo bruciato esclusive pagate cifre assurde da altri. Alla fine Chi quella settimana ha venduto 380 mila copie anziché le solite 320 mila».

La copertina che ti ha fatto litigare con una star?
«Ora per esempio ho fatto arrabbiare Belen per la copertina sulla rottura tra lei e Stefano. Mi ha chiamato arrabbiata, mi ha spiegato che lei e Stefano avevano voglia di mancarsi perché tra figlio e matrimonio hanno saltato la fase del fidanzamento. Che poi io dico, per mancarti vai al Bulgari?».

Ecco appunto. Tutti si domandano come faccia Stefano De Martino a pagarsi il Bulgari...
«E glielo pagherà lei! Del resto pare che tra i motivi di contrasto tra lui e la madre di Belen ci siano i numerosi benefit a favore di Stefano...».

Mai una crisi di coscienza per una notizia che fa male a qualcuno?
«Quando abbiamo preparato la copertina con il compagno della Clerici che amoreggiava con un’altra l’ho chiamata il giorno prima per prepararla, non volevo lo scoprisse in edicola».

Immagino che se il compagno fosse stato quello di Marina Berlusconi non le avresti pubblicate.
«Ovvio, però ad esempio quando ho pubblicato le foto del topless di Marina alle Bermuda lei era contraria, io al telefono le spiegavo che tanto le avrebbe pubblicate qualcun altro, lei mi urlava “Sono l’editore!”. Sono stati tre giorni d’inferno, alla fine le ho pubblicate e mi sono sentito pure dare del leccaculo».

Mi stai dicendo che pubblichi tutte le foto della famiglia Berlusconi che ti arrivano?
«No, è chiaro che non pubblico qualsiasi foto di Silvio, ma non perché arrivino degli ordini dall’alto. Ci si consulta in automatico come fa chiunque col proprio editore o direttore. Non è che a Repubblica pubblicherebbero qualsiasi cosa su Ezio Mauro».

In compenso di Veronica Lario pubblichi anche le foto più impietose. L’hai fatta arrabbiare molto l’ultima volta.
«Senti, l’ho fatta vedere com’era, cicciona».

Hai detto cicciona?
«E che devo dire, che era magra? Tra l’altro dopo quel servizio s’è messa a dieta e ha perso dieci chili. Sono stato il suo motivatore. E poi fammi dire una cosa: quando la signora faceva Berlusconi di cognome c’era un ufficio di comunicazione che non mi consentiva di pubblicare una sua foto se lei non approvava, ora finalmente mi diverto».

Ma avete fatto pace almeno?
«No. Nel suo sfogo per quelle foto alla Latella secondo me aveva le palle girate, se ti dà fastidio vedere delle tue foto ingrassata su un giornale, mettiti a dieta e non rompere».

Sei contento dell’assoluzione per Berlusconi?
«Non me l’aspettavo, davo per scontato che lo avrebbero condannato. Certo, l’assoluzione non ha cancellato la devastazione di questi anni alla sua immagine, ma ha restituito dignità non solo a lui, ma a chi credeva in lui».

Fa un po’ tristezza che uno con la tua intelligenza provi a venderci le varie Ruby e Barbara Guerra come ragazze candide e non come le sgallettate che sono, sappilo.
«Io posso pure pensare che Ruby sia una ladra, che andasse a casa di Berlusconi per avere dei benefit e che raccontasse bugie sull’età, se però lei viene da me a Kalispera e mi racconta di essere una santa, che devo fare? Io le lascio dare la sua versione. È andata da Santoro e ha detto le stesse cose, però nessuno ha insinuato che Santoro fosse d’accordo con lei».

Crei anche personaggi senza meriti riconosciuti come la Galanti, perché?
«Perché lei rappresenta un certo mondo che negli anni ’90 era più manifesto, oggi è meno esibito, quello degli smargiassi. Per dire, una volta, quando era incinta, le ho chiesto delle foto che raccontassero la sua vita nel lusso. Mi arrivarono delle foto di lei in una suite che si faceva limare le unghie di mani e piedi, pensai: “Beh vabbè, questa è pazza!”. Le sue transumanze umane con la Zardo tra Formentera e Las Vegas sono una realtà che va raccontata».

Perché anche la copertina su di lei che racconta la morte di sua figlia a soli tre mesi dal fatto?
«Faccio il mio lavoro, io propongo le interviste, poi se uno le vuole fare le fa. Certo, se mi chiedi il mio punto di vista io non l’avrei fatta, per me il dolore ha a che fare col pudore, non si racconta a un giornale. Quando mi sono sentito dire “Parlo, ma voglio la copertina”, ho pensato “che cinismo”, ma non giudico».

Perché hai ritoccato la cellulite della Boschi?
«Io non ho ritoccato nessuna foto, a me quelle foto sono arrivate così. Magari è la Boschi che ha chiesto al fotografo di sistemare le imperfezioni».

La copertina di “Oggi” con Salvini col pelo ti sarebbe piaciuta per “Chi”?
«Per carità, se pelo deve essere che sia un pelo deciso. Quel pelo triste tra le mammelle era orribile, ma fatti una ceretta. Fossi la Isoardi mi rifiuterei».

Quindi Salvini e la Isoardi stanno insieme?
«Sì ma sono furbi, non si fanno beccare. Noi di Chi li stiamo facendo seguire dai paparazzi ma niente. Secondo me trombano su Skype».

Hai detto di avere avuto una storia con la Marini. Ma chi ci crede, dai.
«Beh, storia è una parola grossa. Ero un giornalista alle prime armi, mi mandarono a intervistarla a Sabaudia. Lei faceva capricci, ruppe pure un tavolo di cristallo sbattendoci sopra il suo beauty-case, però io venivo da anni di gesuiti, ero ingrifatissimo. Alla fine mi invitò a seguirla in camera e lì accadde tutto. Credo che neanche se ne sia accorta, infatti la settimana dopo era già a consolarsi con Vieri in Sardegna. Ho detto che è durata quattro mesi ma in realtà è stato one shot».

Che ne pensi della presa di posizione di Dolce e Gabbana sulle adozioni gay?
«Nella sostanza io sono d’accordo con loro. Per me la famiglia è quella tradizionale in cui ci sono un uomo e una donna. La natura ha deciso così. Certo, “figli sintetici” è un'espressione infelice, anche un figlio in provetta è un atto d’amore, ma quello di Elton John nei confronti di Dolce e Gabbana è una specie di squadrismo che non mi piace».

È vero o no che tu e Mara Venier avete litigato durante la penultima puntata dell’Isola dei famosi?
«Sì, ma io non ero incazzato con lei, ero incazzato con il direttore di Oggi Brindani. Aveva scritto un editoriale in cui affermava che il successo dell’isola era merito solo di Mara, che la Marcuzzi non sa condurre e a me non aveva neanche nominato, come se non ci fossi. Ho detto a Mara che questo modo di fare mi faceva vomitare, che l’Isola è un successo di squadra. È nata una discussione ma poi la mattina dopo mi sono svegliato e ho realizzato che non parlarsi per una cosa simile era una roba da asilo nido per cui l’ho chiamata e amici come prima».

Dicono che tu e Renzi vi sentiate spessissimo al telefono, è vero?
«Prima sì, ora lo sento poco. Magari s’è irrigidito dopo le foto della Madia. O forse ha solo di meglio da fare chissà».

Un gossip subito che ti ha infastidito?
«Diciamo che l’articolo de Il Fatto sul mio compagno Paolo e la sua candidatura con Berlusconi condito da indiscrezioni surreali secondo le quali lui andava nei supermercati chiedendo lo sconto in quanto mio fidanzato mi ha abbastanza sconvolto la vita all’epoca. Più che altro perché non aveva mai detto alla sua famiglia della sua omosessualità e della sua relazione con me quindi fu uno shock per tante persone. Alla lunga devo dire che però questo trauma ha sbloccato una situazione che andava risolta, per cui va bene così».

Paolo o non Paolo, hai un debole per Fedez. Ha avuto più copertine lui su “Chi” che la famiglia Berlusconi a Natale.
«Non è che ho un debole, me lo farei! C’ho provato in tutti i modi ma nulla, mi ha dato un due di picche dopo l’altro. Sai com’è, io in queste cose sono un uomo medio, vedo un pettorale, due tatuaggi e non capisco più niente».

di Selvaggia Lucarelli

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Commenti all'articolo

  • frankie stein

    27 Marzo 2015 - 08:08

    Ma quali scandali....? L'unico vero scandalo è la sua impalpabile ma stabile presenza nelle cronache.

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  • annalisa.bilotta

    24 Marzo 2015 - 18:06

    Difetto di questa intervista: troppo corta! Stavo morendo!!!!!!!!!!! Lucarelli&Signorini combinazione TOP!

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  • jack1997

    24 Marzo 2015 - 12:12

    Ma si guardasse lei, la Lucarelli che non ha niente che nn sia rifatto, dalle tette al naso agli zigomi

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