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Vittorio Feltri sul caso Azzolini: "Un pasticcio indigeribile, bisogna mantenersi garantisti"

Vittorio Feltri sul caso Azzolini: "Un pasticcio indigeribile, bisogna mantenersi garantisti"

“Guardate sorelle che da oggi comando io, altrimenti vi piscio in bocca”. Questa la frase, volgare e di altissimo effetto mediatico, che il senatore Ncd Antonio Azzolini avrebbe detto alle suore della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie. Il parlamentare, presidente della quinta Commissione bilancio, è ora in attesa che la Giunta decida se consentire l’autorizzazione a procedere e permettere alla magistratura di ricorrere all’uso delle manette. Ma, come scrive Vittorio Feltri su Il Giornale, è necessario ragionare con lucidità e non farsi sopraffare da frasi circostanziali. Che, per quanto maleducate, non costituiscono ancora reato. Il dubbio (che diventa quasi certezza) è che in realtà dietro a tutto il clamore di questo caso ci siano ragionamenti politici che riguardano la tenuta del Governo.

Cadere o non cadere? – L’esecutivo di Matteo Renzi, come ormai tutti sanno, è sempre più in difficoltà e si trova ad affrontare un calo di popolarità del suo premier e un’opposizione rinvigorita dopo i risultati delle regionali e delle comunali. Matteo Salvini, il centrodestra e i cinque stelle hanno smesso di bussare timidamente alla porta e stanno provando a sfondarla. In questo contesto quindi permettere o non permettere l’arresto di Azzolini avrebbe pro e contro in entrambi i casi. Se infatti la maggioranza vorrebbe negare il consenso, il timore è che si dia l’impressione a un elettorato già titubante di agire solo per evitare un terremoto all’interno della coalizione di governo. Sul fronte opposto l’opposizione, che spera di usare il senatore Ncd come piede di porco per aprire una volta per tutte la fortezza renziana e partire all’assalto finale.

Non dimenticare il garantismo – Come ricorda Feltri, siamo quindi di fronte a “Un pasticcio indigeribile”. Perché se si analizzano i fatti con lucidità le prove contro Azzolini, le uniche che contano in questo caso, non sono così eclatanti. Stando a quanto si può sapere dagli atti, infatti, la famosa frase incriminata non è stata intercettata ma “origliata” da una terza persona attraverso una porta, mentre l’alfaniano stava parlando al telefono con le suddette suore. Oltre a questo l’altra accusa sarebbe quella di aver sfruttato la sua posizione e il suo impegno alla Divina Provvidenza per allargare il suo bacino elettorale. Aumentare i consensi, insomma. Ma quale uomo politico non farebbe altrettanto? È nel Dna di questo mestiere ragionare in quel modo, agire per convincere le persone a farsi eleggere. Quindi, in conclusione, non si deve dimenticare la necessità di mantenersi garantisti in ogni caso. Soprattutto in questo caso. Prima del terzo grado nessuna condanna, e per favore dimentichiamoci il moralismo. Maschera dietro alla quale si nascondono gli interessi politici.

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Commenti all'articolo

  • oenne

    20 Giugno 2015 - 21:09

    certo _ pisciatevi l uno con l altro _ non é offesa-questa é idiotcratie

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  • cosmo.gadaleta

    20 Giugno 2015 - 12:12

    Sigg. nori carli e Giancarlo cimatti, siete delle capre. Leggete le carte e non parlate come un giornale strappato.

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  • Karl Oscar

    20 Giugno 2015 - 11:11

    Garantisti con 3-4 gradi di giudizio?In un paese civile può succedere,ma in Italia aspettiamo ancora la sentenza di piazza Fontana.Nel frattempo questi si sono già mangiati il paese.In attesa di sentenza dovrebbero quanto meno essere sospesi dalle funzioni

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  • fausta73

    20 Giugno 2015 - 11:11

    Reato o non reato, non posso dire che persona (??) penso che sia chi pronuncia frasi del genere, non voglio abbassarmi allo stesso livello.

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