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Povero Gazza

Vita spericolata, l'ultimo dramma di Gascoigne: il grave lutto

Vita Spericolata, l'ultimo guaio di Gascoigne

I demoni, la sfortuna e la vita continuano a perseguitare Paul Gascoigne. Stavolta però a far notizia non è stato il suo ventennale alcolismo, la sua propensione alla violenza, le sue follie o i suoi clamorosi sperperi di danaro ma la morte di suo nipote Jay. Ieri mattina infatti, Jay Kerrigan figlio di sua sorella Anna, è stato trovato morto nel suo appartamento di Gateshead, città natale dell’ex stella della Lazio. Una notizia questa che, stando a fonti britanniche vicino a Gazza, potrebbe incidere molto nella sua difficile e impervia lotta contro i suoi problemi di lungo corso.

Il calvario di Gazza - Problemi che, specie negli ultimi anni, lo hanno portato più e più volte ad un passo dal baratro. Prima, la crisi cardio-respiratoria nel febbraio del 2013, poi l’arresto del 4 Luglio successivo per aggressione, in seguito i ritrovamenti in strada in condizioni di evidente ubriachezza che lo conducono alla promessa di guarigione dall’alcool nell'agosto del 2014. La frase pronunciata da Gazza: "Non voglio finire come George Best" però, era già stata in parte sconfessata nello scorso marzo. Quando, Paul era stato visto inciampare, in condizioni precarie, con una bottiglia di gin in mano ridestando l’attenzione dell’opinione pubblica su di lui. "Paul è distrutto dalla morte del nipote", queste le parole di chi conosce bene l’ex campione inglese che ora più che mai, a causa di questo grave lutto, rischia di cadere irrimediabilmente sotto la scure dell’alcool.

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