Cerca

Porno crisi

Il mondo dell'hard in crisi, ecco cosa sono costrette a fare le pornostar

Il mondo dell'hard in crisi, ecco cosa sono costrette a fare le pornostar

Il mondo del web ha spesso semplificato molti aspetti delle nostre vite, annullando le distanze e accorciando i tempi nel mondo della comunicazione. Ma, come sempre, ad ogni scoperta tecnologica corrisponde una grossa crisi per alcuni mestieri o campi specifici. È questo il caso del porno che, in crisi dal post 2000, ha assunto i tratti classici del sistema oligopolistico (quattro/cinque portali web di porno gratuito) che sta facendo diminuire gradualmente i salari di attori e maestranze del settore. Secondo un rapporto del sito CNBC, elaborato con i dati raccolti durante l’ultima Expo del porno a Las Vegas nel gennaio 2016 infatti, il mondo della pornografia statunitense, quello, per intenderci, più popolare e diffuso ufficialmente al mondo, sta vivendo un momento piuttosto difficile. Tanto che molte pornostar Usa arrotondano con la promozione di prodotti commerciali, scatti pirata su Snapshot, o anche servizi da escort.

I guadagni - In pratica sono pochissime oggi, a differenza di quanto capitava negli anni antecedenti il boom della rete, le attrici che fatturano 100mila dollari l’anno, mentre la media si aggira sui 45mila dollari. Una pornostar di medio livello infatti, viene pagata tra gli 800 e 1.000 dollari per le tradizionali scene di sesso uomo/donna. Grandi nomi di attrici invece, possono arrivare anche sui 2000 dollari a film, mentre chi si è guadagnata una “cattiva reputazione” può scendere ad una sorta di minimo salariale di 300 dollari. Le acrobazie "più estreme" vanno dai 1200 dollari per il richiestissimo “anal” semplice ai 2.500 dollari di un “double anal”. E se le attrici non sorridono, per i pornoattori le cose vanno anche peggio: 500-600 dollari a film, con le poche riconosciute star che arrivano a malapena a 1000, e anche 1500 se si finisce su un set di porno gay. A queste cifre lorde vanno poi tolte le percentuali trattenute dagli agenti, fra il 10% ed il 15%, e altre spese tassative come gli esami sanitari per l’HIV e le altre malattie sessualmente trasmissibili. Durissima è anche la vita delle maestranze sui set porno, sempre che non si lavori a bassissimo budget modello “gonzo” movie. Basti pensare, ad esempio, che il direttore della fotografia non va oltre i 500-700 dollari a film, i tecnici del suono 300 dollari e gli assistenti di produzione tra i 100 e i 200.

La longevità - A ciò si aggiunga il sempre più rapido tempo di erosione delle star del porno che, grazie alla visione usa e getta online nel suo immediato ripetersi anche quotidiano di fruizione, ne accorcia irrimediabilmente la vita professionale. I dati parlano di una media di popolarità “alta” all’incirca di 18 mesi, per alcune ragazze magari sprovviste di buoni agenti la presenza media ad alto livello è addirittura di soli 12 mesi. Per capire come il mondo attuale del porno consumi avidamente icone e star basta leggere la lista della dodici pornoattrici più cool del momento stilata proprio in occasione dell’Expo del 2016. Si parte dalle novizie Carter Cruise e Keisha Grey alla veterana Riley Reid (ben 6 anni sulla cresta dell’onda, anche se i primi due/tre sono stati di anonimo rodaggio), dalla ventenne Aidra Fox fino alla vera star emergente, ex modella di Luis Vuitton e American Apparel, la 29enne di origine etiope, Skin Diamond. Difficile rintracciare invece, i nomi notissimi emersi anche solo a metà del primo decennio del duemila. Fare la pornostar nell’era del web quindi è, senza ombra di dubbio, un lavoro sofferto.

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog