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Bossetti, la reazione alla lettura della sentenza

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Bossetti, la reazione alla lettura della sentenza

Impassibile. Non una emozione, non un movimento. Massimo Bossetti, alla pronuncia della parola "ergastolo" da parte dei giudici della Corte d'Assise di Bergamo, è rimasto impassibile. Ha invece alzato gli occhi al cielo quando gli è stata tolta la patria potestà sui tre figli. Proprio la loro mancanza, durante la detenzione in attesa di sentenza, era stato uno dei crucci del muratore di Mapello: "E' come se stessi scontando l'ergastolo, perchè sono lontano dai miei figli e dalla loro quotidianità" aveva detto a margine di una delle 45 udienze del processo. Se ha provato sollievo, non l'ha dato a vedere quando è stato assolto dall'accusa di calunnia. "E' stata una mazzata, avevo fiducia nella giustizia. Mon è giusto, non è possibile, è allucinante, non sono stato io" avrebbe detto poi ai suoi avvocati prima di essere raggiunto fuori dall'aula dalla moglie Marita Comi. "Come se gli fosse caduto un carro armato sulla testa, era affranto, distrutto" ha spiegato poi uno dei suoi avvocati fuori dal Palazzo di giustizia.

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Commenti all'articolo

  • tizziocaio

    02 Luglio 2016 - 08:08

    non e' lui l'assassino. i giudici dovevano giustificare anni e spese fatte da incompetenti funzionari dello stato incapaci.,. mi dispiace per la famiglia della piccola yara, ma non deve essere soddisfatta di una delle tante ingiustizie di questo sistema giudiziario, solo dannoso oltre che costoso.

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  • Al-dente

    01 Luglio 2016 - 22:10

    Da una strampalata accusa è seguito uno schifosissimo processo e una sentenza mille volte peggio di quella contro Tortora. La difesa, fin dall'inizio, avrebbe dovuto rigettare la magistratura di Bergamo perché implicati in maniera non chiara nel delitto di Yara. Frequentazione dei Locatelli, cantiere di Mapello, dove sono andati cani molecolari, sotto la loro giurisdizione amministrativa.

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