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L'anti-Cav si confessa a Biasin: "Chi cacciamo subito e come cambia il Milan...", un arrivo è clamoroso

L'anti-Cav si confessa a Biasin: "Chi cacciamo subito e come cambia il Milan...", un arrivo è clamoroso

(L’avvocato Giuseppe LaScala è a bordo piscina in una villa nel Chianti. Beato lui. Ce lo ricordiamo per l’invettiva anti-Galliani del 28 aprile scorso all’assemblea degli azionisti del Milan).

Pronto avvocato, mi sente?
«Mi dia un secondo che ho le mani bagnate. Son venuto a trovare mio padre e gli ho occupato la piscina».

Quindi lei non era uno dei 200 tifosi presenti giovedì a Villa San Martino.
«I contestatori? Non scherziamo: ce l’hanno con Galliani ma “salvano” Berlusconi, non capiscono che i due vanno in coppia, che è colpa di tutti o di nessuno».

Secondo lei di tutti.
«Sì, anche di Barbara. Ha provato a risolvere la situazione con quel tentativo velleitario nel novembre 2013, ma non ne aveva i mezzi. Una volta scelta la via del doppio amministratore delegato, poi, si è completato il disastro: due menti, due “squadre” di dipendenti diverse e in conflitto tra loro. Lasciamo perdere...».

Ora sembrano entrambi spettatori di una situazione ancora poco chiara.
«I cinesi esistono, non si lasci fregare anche lei. Due advisor importanti come Galatioto e Gancikoff non si scomoderebbero. Semmai è la gestione della cosa che è sbagliata, non si può parlare in continuazione di “firma del preliminare” e subito dopo di “slittamento”. Siamo allo sbraco totale...».

Deve ammettere che tutta la faccenda è parecchio misteriosa.
«Non è così: per esperienza so che i cinesi non hanno fretta, preferiscono metterci più tempo in sede di definizione dei dettagli piuttosto che dover partire con impicci vari».

I cugini dell’Inter ci hanno messo 5 minuti...
«Questo non lo può sapere e comunque è una situazione diversa: qui siamo di fronte a un fondo con “tante teste”, lì c’è un unico investitore».

In ogni caso tutto questo «temporeggiare» sta condizionando il mercato.
«“Condizionando”? L’ha già compromesso! Hanno fatto un tentativo per arrivare alla firma del preliminare in tempo per intervenire sul mercato e infatti è arrivato Lapadula, poi però non sono riusciti a trovare un accordo e quindi, ormai, che si chiuda a settembre o a novembre cambia poco, al limite i cinesi interverranno a gennaio».

Ma la rosa del Milan ha bisogno di rinforzi, e anche tanti...
«Questo è evidente, soprattutto a centrocampo. Ma, le dirò, in questo momento di totale scoramento del tifoso riusciamo a vedere comunque positivo...».

E come?
«Siamo contenti perché Montella è mister “autorevole”. Siamo contenti perché finalmente ci stiamo liberando di tante mele marce, calciatori che al Milan “svernavano” a carissimo prezzo. Infine siamo contenti perché Galliani non riesce a concludere le sue celebri operazioni “a parametro zero” tipo il 33enne Arbeloa, o quelle senza senso tipo il “El Principito” Sosa che ha 31 anni e costa un’assurdità, il ché significa che i nuovi compratori hanno messo un freno all’ad».

Un po’ poco per ritenervi soddisfatti...
«Questo è certo, ma il dato di fatto è che la gente ha smesso di “abboccare”. Dicono che ci sia il 20% in meno di abbonamenti rispetto a luglio dell’anno scorso, ma io credo che sia un dato “ottimista”: se l’anno scorso il totale è arrivato alla miseria di 15 mila, quest’anno si rischia di fare molto peggio».

Soluzioni?
«La cessione del Milan! Tra l’altro ormai indispensabile anche per la stessa famiglia Berlusconi dopo il sanguinoso caso Premium-Vivendi: se prima il presidente poteva pensare di tenere il club, ora deve cederlo per forza, Mediaset non può sobbarcarsi i costi del Milan».

Lei crede ai famosi 400 milioni in 2/3 anni che i cinesi spenderebbero per far rinascere il Diavolo?
«Sì, ci credo. Mi spiego: un affare da quasi un miliardo non può non passare anche dalle vittorie. I cinesi lo sanno e investiranno. Qui non siamo di fronte alla pantomima Mr Bee».

Altro?
«Serve Paolo Maldini, servono i senatori! Se i futuri proprietari sono, come credo, “svegli” e lungimiranti, offriranno subito un posto all’ex capitano e, magari, anche a un direttore sportivo. Solo curando l’immagine e la forma si può riconquistare il popolo rossonero».

Beh, il Milan in passato era maestro di immagine...
«Sì, in passato. La faccenda “divise ufficiali” la conosce? Ormai è nota, ma è bene rinfrescarla. L’accordo con Dolce & Gabbana scadeva il 30 giugno, non è stato rinnovato perché in periodo di “passaggio di proprietà” era impossibile prendere una decisione. Risultato? I giocatori del Milan sono in giro per il mondo senza divise ufficiali. Mi dica lei se questo è Milan...».

Fabrizio Biasin

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Commenti all'articolo

  • pulraf

    30 Luglio 2016 - 12:12

    Sono d'accordo su quasi tutto con l'avvocato. Per me il vero colpevole è Galliani che da qualche anno sta remando contro il Milan, favorendo la juventus. E' vero che le teste sono due, ma è anche vero che Galliani riesce a convincere berlusconi (ormai rincoglionito) a fare quello che decide Galliani. Galliani ha fatto i che Brocchi se ne andasse e tante altre situazioni fallimentari.

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