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Elisabetta Gregoraci, sexy spia al cinema: "Sono come Mata Hari"

Elisabetta Gregoraci, sexy spia al cinema: "Sono come Mata Hari"

Indietro nel tempo. Nella Parigi della Belle Époque e di Mata Hari. Danzatrice. E spia. La storia avventurosa di questa donna di origini olandesi ha ispirato numerose pellicole dagli anni Trenta in poi. Oggi nelle sale c' è una produzione italiana, diretta da Rossana Siclari. L' attrice protagonista è Elisabetta Gregoraci.

Come è nata l' idea?
«Ho conosciuto Rossana Siclari, la regista di questa pellicola, perché mi aveva proposto di fare un provino per un altro film».

E poi come è andata?
«Dopo un mese ricevo una telefonata e mi propone di interpretare Mata Hari».

Ha accettato subito o ci ha dovuto pensare?
«La sua richiesta mi ha talmente sorpresa che quasi svenivo al telefono. Mi sono lanciata in quest' avventura ben consapevole della responsabilità che mi assumevo, ma era tale l' entusiasmo che ho accettato subito».

Pentita?
«Tutt' altro. Anche se qualcuno mi diceva che era un' impresa quasi impossibile, oggi posso dire che sbagliava. Ho accettato la sfida, mi sono cimentata e ho fatto bene a farlo».

La regista Rossana Siclari ha voluto lei come Mata Hari per "la sua somiglianza fisica, per la tua personalità e per la tua carica seduttiva". Si ritrova in questa descrizione?
«In effetti credo di somigliarle sotto alcuni punti di vista. Anch' io mi sono sempre ritenuta una donna forte, affronto la vita a testa alta, con coraggio, tenacia e determinazione».

La vita di Mata Hari, vissuta dalla protagonista a cavallo tra la fine dell' Ottocento e gli inizi del Novecento, è stata raccontata in molti film e in diverse epoche. Ha sentito il peso del ruolo?
«Ho avvertito sia il peso sia la responsabilità».

Anche Greta Garbo l' aveva interpretata in una vecchia pellicola del 1931.
«La Garbo è stata un' attrice strepitosa. Ho preferito non vedere il film della Garbo, così da dare un' interpretazione davvero mia di questo personaggio così complesso e controverso».

Un aneddoto da set. Possibile sia filato tutto liscio?
«Sì, in verità è andata molto bene. Ho sofferto tanto il freddo, nel Castello di Montenero Sabino c' era un clima da Polo Nord…».

Meglio gli abiti pomposi della Belle Époque o gli stilisti di oggi?
«Preferisco gli stilisti di oggi, ma gli abiti che ho avuto la fortuna di indossare per il film erano veramente speciali, meravigliosi».

Mata Hari ha avuto una vita avventurosa con un epilogo drammatico. Si è scrollata di dosso le sue origini borghesi, si è presentata nell' alta società con un profilo esotico per dare fascino al suo personaggio. È stata disinibita (per l' epoca) nelle relazioni amorose e coraggiosa di fronte al plotone di esecuzione. In quale sfaccettatura di questi vari caratteri si ritrova?
«Ho apprezzato molto il suo coraggio. Per esempio, ha avuto la forza di sfidare il plotone d' esecuzione. Ha voluto guardare negli occhi i suoi aguzzini, ha sfidato la morte e tutto il mondo che la circondava».

Il suo personaggio ha vissuto la Parigi bohémienne e libertina di inizio secolo scorso. Trova che oggi si siano fatti passi indietro? Viviamo in un mondo più bigotto?
«No, non credo che il nostro mondo sia bigotto».

Come vive il giudizio degli altri ai tempi dei social network?
«Penso che i social abbiano dato la possibilità di comunicare con libertà, in alcuni casi anche con troppa disinvoltura. Io accetto le critiche costruttive, ci ragiono su e cerco di migliorare».

Mata Hari fu una femme fatale. Ebbe matrimoni falliti e decine di amanti e corteggiatori. Al contrario, da diversi anni, lei ha un rapporto stabile con Flavio Briatore, ai tempi in cui le coppie scoppiano come palloncini. Qual è il vostro segreto?
«Alla base di un buon rapporto di coppia serve rispetto, pazienza e tolleranza.
Mi porto nel mio bagaglio di esperienze il senso della famiglia che è molto forte al Sud, sono calabrese e sono fiera delle mie origini».

La protagonista del film si porta dentro un peso, la morte di un figlio. Recentemente lei ha voluto condividere pubblicamente un dramma molto intimo come la scomparsa di sua madre.
«È un dolore indelebile, ecco perché ho deciso di impegnarmi accanto alla Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) per la prevenzione. Mia mamma è andata via a causa di un cancro e da quando non c' è più la mia vita non è più la stessa: era la mia migliore amica».

Nei prossimi mesi ricomincia su Rai 2 "Made in Sud". Ci torna spesso nella sua Calabria? Che sensazione le dà da "emigrata"? La vede peggiorare o migliorare?
«Ci torno spesso, nell' ultimo mese ci sono stata due volte e, purtroppo, devo ammettere che percepisco sempre le stesse difficoltà e credo che sarà ancora complicato migliorare la vita dei miei conterranei. Loro hanno una grande forza, sono molto determinati e spero che presto ci possa essere il tanto atteso "riscatto"».

È difficile che la si senta parlare di politica. La annoia o semplicemente le è indifferente?
«Ne parlo volentieri in privato, ma preferisco non parlarne in pubblico».

Da Miss Calabria alla tv e ora al cinema, come attrice protagonista. Mica male come carriera?
«Certo, sono appagata e felice. Sto facendo un bel percorso e sono orgogliosa di aver interpretato questo film».

"Mata Hari" cos' è? Un approdo o un punto di partenza? In futuro si vede più al cinema o in tv?
«Spero possa essere l' inizio di una lunga carriera cinematografica. È stata un' esperienza straordinaria recitare in questa pellicola: la macchina da presa mi ha conquistata».

Serata di pioggia, divano, plaid e tv: quale film sceglie?
«Adoro stare a casa e guardare un bel film, sono sempre in giro per lavoro e appena posso mi rilasso sul divano magari guardando "Il Diavolo veste Prada"».

Invece qual è la pellicola italiana preferita?
«Senza dubbio "Nuovo cinema Paradiso", una pellicola straordinaria, ricordo ancora la commozione quando la vidi per la prima volta. È un film che rivedo sempre con grande piacere».

Il suo attore italiano preferito. Un nome secco.
«Alberto Sordi, istrionico ed inimitabile».

E a Hollywood?
«Ci sono due attori straordinari che sono in assoluto i miei preferiti: Anthony Hopkins e Meryl Streep».

Ha già in cantiere un nuovo film?
«Sto leggendo delle sceneggiature…».

Salvatore Dama

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