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Ci lasciò vent'anni fa

Luci e ombre di Giuliani, il portiere di Maradona morto di Aids

Luci e ombre di Giuliani, il portiere di Maradona

Esattamente venti anni fa ci lasciava Giuliano Giuliani, portiere del Napoli di Maradona, quel Napoli che nel 1989 conquistava la coppa Uefa e che l'anno successivo diventava Campione d'Italia.

Il 14 novembre 1996, a 38 anni, dopo aver accompagnato la figlia Gessica a scuola, Giuliani ci lasciava per una complicazione respiratoria dovuta alla malattia che già da due anni lo vessava: l'AIDS. E in quel periodo, negli anni Novanta, risultare sieropositivi significava ricevere anche una condanna sociale, significava essere omosessuali, andare a prostitute, o peggio ancora drogarsi. Il calcio quindi si è dimenticato del portiere e non gli ha permesso di entrare nel pantheon dei miti del calcio italiano.

Giuliani non era uno stinco di santo, ai tempi dell'Udinese infatti, poco prima di ritirarsi, venne accusato e arrestato per detenzione e spaccio di droga, venendo scagionato subito dopo. Ma non parliamo solo di traffico di droga, ma anche del celebre addio al celibato di Maradona, in Argentina, al quale tutta la formazione azzurra partecipò, e dove probabilmente Giuliani contrasse la malattia.

Giancarlo Corradini, ex difensore del Napoli e compagno di Giuliani racconta: "A Napoli arrivammo insieme, ma ci eravamo conosciuti anni prima durante il militare. E già da ragazzino mi aveva colpito la sua maturità, le sue idee sempre avanti: aveva un negozio di abbigliamento, disegnava le maglie con cui giocava e le commercializzava. Sul campo era tra i 4-5 migliori: non era uno showman, ma era un portiere essenziale. Ha lasciato un bel ricordo tra i suoi compagni. Il calcio lo ha dimenticato perché in quegli anni si scappava da quella malattia. E così si è scappati anche da Giulio".

Parla invece la sua ex moglie, Raffaella Del Rosario, in un'intervista rilasciata a CalcioNapoli24: "Era una persona molto educata, che aveva studiato - era infatti diplomato geometra - dava confidenza solo ai suoi amici fidati e con loro era simpaticissimo. Chiaro non era il compagnone amico di tutti. Praticava tutti gli sport - continua la ex modella e conduttrice tv - d'inverno si andava a sciare e d'estate si andava a nuotare. Lui era sempre molto attiva, andavamo insieme per musei, facevamo dei viaggi."

Il ritratto che riceviamo è quindi quello di un uomo diviso tra luci e ombre, un grande atleta e un padre amorevole, dimenticato per colpa di un male terribile: "Aveva sofferto, ma amava la vita - dice il il suo procuratore Moreno Roggi -. Era un ragazzo serio, corretto. E un portiere di grande livello. Era una persona per bene".

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Commenti all'articolo

  • Lorenzo1508

    Lorenzo1508

    14 Novembre 2016 - 17:05

    complimenti! e siccome quì la Juve non ci azzecca, si fa un titolo neutro! sempre più viscidi!

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