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Altero Matteoli su Gianfranco Fini: "Si è fatto soggiogare da Elisabetta Tulliani, è tutta colpa sua"

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Altero Matteoli e Gianfranco Fini

«È una vicenda che mi mette tristezza. Non tanto per l’avviso di garanzia, su questo non posso che augurare a Fini di chiarire la sua posizione. Io ne faccio una questione politica». Altero Matteoli, senatore di Forza Italia, è stato per tanti anni responsabile dell’organizzazione di Alleanza Nazionale. Da quell’osservatorio privilegiato ha assistito alla metamorfosi finiana. Cominciata con i primi distinguo ideologici e finita con l’addio a Berlusconi. «Gianfranco era un uomo di destra che, a un certo punto, ha iniziato a parlare di cose che con la destra non c’entravano nulla».

Sulla fecondazione, sulla cittadinanza agli immigrati, sui diritti civili: vi avvisava sempre a cose fatte. Fece così anche con la casa di Montecarlo?
«Guardi, io sono stato uno dei sei o sette dirigenti di vertice di An, eppure non ho mai saputo dell’esistenza di quella casa».

Come è possibile?
«Io sapevo che la contessa Colleoni aveva lasciato al nostro partito una casa, molto bella, in via Paisiello a Roma e un terreno a Monterotondo».

E di Boulevard Princesse Charlotte 14?
«Non ho mai saputo nulla. Ne ho parlato con La Russa e Gasparri, anche loro erano all’oscuro. Quella casa è stata occultata da Fini sin dall’inizio. Ed è una cosa che non riesco a perdonargli. Io ho una storia e, purtroppo, un’età. Ricordo momenti drammatici».

I tempi del Msi?
«An aveva soldi a disposizione, tant’è vero che c’è una Fondazione che ha ereditato quel patrimonio. Ma quando eravamo Movimento sociale, avevamo difficoltà enormi. Ricordo Almirante che firmava le cambiali per poter pagare le sedi. Quando ero il segretario provinciale del Msi a Livorno, ci diedero lo sfratto. Andai da lui chiedendo un aiuto e mi disse: “Soldi? Se vuoi ti do un pacco di cambiali”. Ecco, io vengo da questa storia qui ed è per questo che non riesco a perdonare chi si è preso un bene del partito».

Fini ha detto: “Sono un coglione, non un corrotto”.
«Gli auguro di poterlo provare anche in sede processuale. Però a me non basta che dica che è un coglione. Io voglio che restituisca i soldi della casa di Montecarlo alla Fondazione di An. Se avesse novant’anni, uno direbbe ok, si è rincitrullito. Ma a sessanta no, è troppo presto».

C’è chi sostiene che Fini agiva sotto l’influenza di Elisabetta Tulliani.
«Senta, io nella vita ho avuto problemi familiari. Mi sono separato e risposato. Non riesco a colpevolizzare una moglie per gli errori del marito. Io esprimo un giudizio su di lui, non sulla signora Tulliani. Se sono innamorati, evviva, beati loro. Ma non dovevano prendersi la casa di Montecarlo. Per come sono fatto io, non riesco a capire come uno possa farsi soggiogare dalla moglie. Grande rispetto per la signora, eh, ma stiamo parlando di un uomo che è stato segretario di un grande partito arrivato fino al 15,7%, ministro degli Esteri, presidente della Camera... Glielo dico in toscano: come fa uno così a farsi mettere sotto da una donna? Non riesco a giustificare Fini. L’errore è stato il suo».

Nessuna attenuante.
«Venire a sapere che c’era una proprietà e scoprire che qualcuno l’ha praticamente regalata alla famiglia della sua donna... cosa vuole, io lo trovo insopportabile».

Da quanto tempo non vede Fini?
«Da quando c’è stata la rottura l’ho incrociato un paio di volte ai funerali di amici in comune. Nulla più di questo. Le nostre strade si sono divise quando lui ha deciso di rompere e far cadere il governo Berlusconi».

Se fosse rimasto, oggi sarebbe il leader del centrodestra?
«Ritengo di no. Era un bluff e prima o poi sarebbe venuto fuori. Questa caduta così in basso dimostra che evidentemente lo avevamo sopravvalutato. E dire che, quando Fini è stato eletto la prima volta segretario del Msi, io capeggiavo una lista che era contro di lui perché non lo ritenevo all’altezza...».

di Salvatore Dama

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Commenti all'articolo

  • luigin54

    18 Febbraio 2017 - 08:08

    Ha ragione Matteoli è UN COGLIONE preso x l'uccello.

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  • romamaccio

    18 Febbraio 2017 - 08:08

    Fini ha recitato fin da principio la parte di un finto attore nella politica,doveva essere se stesso,ma con le persone vigliacche non te lo puoi aspettare.Al contrario di Grillo che professionalmente fà il comico sà perfettamente interpretare il ruolo del politico.

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  • laghee

    17 Febbraio 2017 - 22:10

    per un pezzo di carne e quarttro peli ,,, ha perduto il regno dei cieli !!!!

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