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"Arrestate Sallusti", bomba in aula: così il direttore umilia toga e pm

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"Arrestate Sallusti", bomba in aula: così il direttore umilia toga e pm

Colpo di scena in Aula, Alessandro Sallusti mette in grave imbarazzo le toghe. Il direttore del Giornale è a processo per "omesso controllo", lo stesso reato che gli così nel 2012 una condanna a 14 mesi di carcere per un articolo uscito quand'era a Libero. Quella condanna fece scalpore, tanto che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dopo un mese commutò la pena in pecuniaria per placare le polemiche sul "reato d'opinione". 

Questa volta la richiesta è di 16 mesi, per un articolo uscito qualche giorno dopo quella condanna, a firma Luca Fazzo, stavolta proprio sul Giornale. Sallusti è chiamato in causa in quanto direttore responsabile. Peccato che quando fu pubblicato quel pezzo, si fosse dimesso da ogni carica per scontare la sua pena ai domiciliari. Ma nessuno, né la toga querelante (il dottor Bevere) né il pm che regge l'accusa, se n'è mai accorto. Una situazione incredibile, emersa in tutta la sua tragicomica verità in Tribunale a Cagliari. Udienza sospesa e sentenza rinviata.

"In questa vicenda - recita il memoriale difensivo di Sallusti, con un filo d'ironia - l'omesso controllo non l'ho compiuto io ma il querelante, il giudice Bevere, e il pm. Cioè due magistrati. Come si fa in un caso (Bevere) a denunciare, nell'altro (il pm) a chiedere il carcere per un omesso controllo quando si omette di controllare chi è il presunto colpevole?". Cioè il direttore, che non è più direttore. "Tre giorni prima di quella pubblicazione avevo rassegnato le dimissioni da direttore e lasciato l'azienda della quale, il giorno del presunto reato, non ero neppure dipendente". "Mi chiedo se anche i giudici che avviano una causa temeraria e i pm che «omettono controllo» subiscono lo stesso destino, diciamo 14 mesi di arresto e dimissioni", si domanda Sallusti. "A questo punto lei, signor presidente, potrà rimproverarmi - conclude il direttore del Giornale -: perché tutto questo non l'ha detto prima? Giusto. Se le dicessi: volevo vedere fino a dove potesse arrivare la sciatteria giudiziaria le mentirei, e quindi non lo faccio. Potrei dirle che sono frastornato dalle decine di atti giudiziari che invadono le redazioni. Ma la verità è che ho peccato di eccesso di fiducia nella serietà e nell'efficienza della magistratura". Fiducia, sottolinea, "ancora una volta malriposta".

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Commenti all'articolo

  • rossini1904

    16 Marzo 2017 - 08:08

    Degno della medaglia d'oro al valor della giustizia questo PM che ha chiesto il rinvio a giudizio senza neanche darsi la pena di leggere sul giornale che Sallusti non era più direttore responsabile quando l'articolo fu pubblicato. La stessa medaglia darei ai giudici che, piuttosto che pronunziare immediatamente sentenza di assoluzione con tante scuse, hanno rinviato.

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  • emiamade

    15 Marzo 2017 - 20:08

    Poverini, affidabbili come la protezione civile

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  • carlo58

    15 Marzo 2017 - 19:07

    ma si puo essere più imbecilli

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    • blackhunter

      18 Marzo 2017 - 14:02

      Finchè non sarà istituito un tribunale militare per i magistrati che sbagliano continueranno a fare i loro comodi...

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