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Fabrizio Corona, siringhe di botox in cella: pronto a tutto per essere perfetto quando uscirà dal carcere

Fabrizio Corona

La chirurgia plastica ha fatto il suo ingresso persino a San Vittore, ma soprattutto nell’ala maschile del carcere, dove si trova detenuto Fabrizio Corona, soprannominato “re dei paparazzi”. Sappiamo infatti che Pierfrancesco Bove, il chirurgo plastico di fiducia dell’eterno ragazzo più scapestrato d’Italia, si reca periodicamente in carcere per eseguire sul vanesio Fabrizio piccoli interventi di chirurgia estetica, come iniezioni di filler, botox, vitamine, al fine di distendere, tirare e gonfiare nei punti giusti il volto del giovane adone, che in questi mesi ha deciso di scaricare tensione e stress in un allenamento continuo nonché nella cura maniacale del suo corpo. Bove è stato avvistato entrare nel carcere milanese l’ultima volta venerdì scorso.

Insomma, non c’è dato sapere quando Corona uscirà da San Vittore, ma sappiamo che di sicuro ne verrà fuori in grandissima forma, pronto ad essere rilanciato sulle copertine di tutti i giornali di gossip. E chissà cosa direbbe di tutto ciò il suo salvatore, don Mazzi, che proprio a noi di Libero, lo scorso ottobre, a proposito di Fabrizio rilasciò questa dichiarazione: «Andrebbe preso a calci nel sedere a tutto spiano». Attenzione, potrebbe essere rifatto anche quello.

Già immaginiamo Fabrizio, uscito di galera, conversare amabilmente con le sue ex, Nina e Belen, scambiandosi consigli di medicina estetica. L’esperienza e la pratica assidua non mancano a nessuno dei tre.

Non essendo consentito ai detenuti di ricevere in carcere i propri chirurghi plastici per sottoporsi a trattamenti di medicina estetica (beh, in effetti, non ci sono neanche precedenti, dato che a pochi salterebbe in mente in quella situazione di rendere le labbra più sporgenti), al medico di Corona è permesso l’accesso ufficialmente per trattamenti dermatologici.
La vanità un tempo era donna. Oggi è uomo. Corona ha scoperto che, come canta Paola Turci, il vero piacere è «farsi belli per sé», dato che per ora non lo vedrà nessuno, eccetto gli agenti della polizia penitenziaria, gli altri detenuti ed i suoi avvocati.
Fabrizio ha inaugurato un nuovo modo di vivere il carcere. Forse più sopportabile. Ha trovato un senso alla sua detenzione. Non importa quale esso sia, non esiste un significato più degno e più nobile di un altro. Ciò che conta è che esso ci faccia stare bene. Il senso di Corona è farsi bello in un ambiente dove la bellezza scarseggia.

Speriamo soltanto che, a furia di gonfiarsi, l’uomo non venga trasferito nel reparto femminile del carcere di San Vittore. Potrebbe suscitare le invidie delle altre detenute o dare il via ad una nuova prassi all’interno del sistema penitenziario: l’appuntamento fisso con il chirurgo plastico. È proprio vero che i tempi cambiano. Una volta i preti salvavano le anime dei detenuti. Oggi i chirurghi ne salvano i corpi.

di Azzurra Noemi Barbuto

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Commenti all'articolo

  • marcadabollo

    20 Marzo 2017 - 07:07

    Se solo la magistratura, si occupasse di certi politici di come si è occupata di corona, chissá cosa troverebbero. Ma si sa, andare a scoprire certi lanternini non è salutare.

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  • Elio De Bon

    20 Marzo 2017 - 03:03

    Si puo fare un po di botulino per Cecchini, Rosa Abbresi e il cane di Perin? Mio Dio...sono bruttissimi!!

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