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Mistero

L'enigma dell'Ufo caduto nel 1933: nascosto dai fascisti e trafugato dagli americani

L'enigma dell'Ufo caduto nel 1933: nascosto dai fascisti e trafugato dagli americani

Il 13 giugno 1933, quando ancora nessuno parlava di "Ufo", un velivolo non identificato, con a bordo due piloti, si è schiantato in provincia di Varese, a Vergiate, non lontano dall'aeroporto di Malpensa. La zona è tra quelle che registrano il maggior numero di segnalazioni di ufo. L'accaduto ha rappresentato fin da subito un vero e proprio mistero intorno al regime fascista e ancora oggi si prova a far chiarezza: gli esperti ne hanno discusso a fondo durante il convegno "Ufologia", che si è tenuto di recente ad Arona.

Il fondatore del Centro ufologico nazionale, Roberto Pinotti, ha spiegato: "I resti dell'Ufo, che nei disegni viene descritto come un velivolo cilindrico, con una strozzatura poco prima del fondo, con oblò sulla fiancata, da cui uscivano luci bianche e rosse, furono portati nei capannoni della Siai-Marchetti a Vergiate, dove rimasero per 12 anni. Così come i corpi dei piloti, conservati in formalina, a lungo studiati. Si sa che erano alti 1,80, avevano capelli e occhi chiari". La dichiarazione giustifica l'opinione di Mussolini che, dopo lo schianto, pensò infatti che si trattasse di un velivolo di piloti tedeschi. 

Furono gli americani, negli anni 50, a prendere in custodia i rottami di quell'aeromobile, dopo aver occupato gli stabilimenti italiani per la manutenzione degli aerei militari. Fu inviato tutto negli Stati Uniti. Pinotti ha dichiarato: "Stranamente le tre persone che erano a conoscenza del trasporto di quelle casse negli Usa sono morte, due in incidenti di mare, una suicida". Il mistero rimane. 

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Commenti all'articolo

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    21 Marzo 2017 - 06:06

    Quindi se chi sapeva è morto come è arrivata la notizia a noi?

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