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La biografia

Gamberini: "In Serie A ci sono molti giocatori violenti. E quella volta con Ibrahimovic..."

8 Aprile 2017

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Gamberini: "In Serie A ci sono molti giocatori violenti. E quella volta con Ibrahimovic..."

Alessandro Gamberini come Mike Tyson o almeno questo è il messaggio lanciato dalla sua autobiografia. Tutta la sua vita è raccolta sotto il titolo True, vero, con l'obiettivo di raccontare nel modo più trasparente possibile tutto ciò che gli è capitato in campo e fuori. Presentando il libro a Massimo Cecchini per Gazzetta.it, ha spiegato i motivi dietro questa scelta: "Tutti sono bravi a giudicare, a puntare il dito, a fare i professori. Invece voglio provare a capire anche le persone eticamente discutibili".

Così come Mike Tyson, anche Gamberini si sofferma molto sugli scontri in campo, sulle lotte, sui rapporti non proprio ottimi con i suoi compagni. "Ci sono molti calciatori violenti. Quando li ho avuti come compagni ho provato a scavare per sapere con chi avevo a che fare e ho scoperto storie alla Tyson: nati poveri, abbandonati dai familiari, cresciuti in mezzo alla strada. Da avversari invece ho cercato di evitarli". E racconta quindi un aneddoto molto particolare: "Ha presente Ibrahimovic, vero? Alto, forte, veloce: con lui scontrarsi è inevitabile. Ebbene, una volta giocavo con una fasciatura al ginocchio perché avevo una piccola lesione al collaterale e un suo compagno mi fece una brutta entrata. Ibra arrivò e lo rimproverò, dicendogli di chiedermi subito scusa, e poi venne da me per sapere come stessi".

Molte domande anche sulla sua vita privata, dal rapporto con il denaro fino a quello con le figlie, passando per il rapporto con procuratori e addetti ai lavori, definiti dal difensore del Chievo dei veri e propri sciacalli. "Tra il 2010 e il 2011, mi hanno truffato due volte e ho perso quasi due milioni, riavendo indietro solo poca roba. All'inizio vorresti avere il pugno di Tyson, poi lentamente metabolizzi, ma perdi la fiducia in tutti. Fu un periodo difficile; ovunque mi voltassi prendevo schiaffi. Quello che mi ha fregato tra l’altro era il mio migliore amico, invece era un parassita, uno dei tanti che abbiamo intorno, e noi calciatori siamo i loro polli".

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