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Giuseppe Vacciano, l'ex 5 Stelle "ostaggio" del Senato: dimissioni respinte per la quinta volta

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Giuseppe Vacciano, l'ex 5 Stelle "ostaggio" del Senato: dimissioni respinte per la quinta volta

Liberatelo, in nome di tutti gli dei del Parlamento. Ormai non è più una questione regolamentare, ma di humana pietas.
Dicono che ieri il senatore Giuseppe Vacciano, la barba sfatta, lo sguardo pesto, l' aria patibolare di chi osserva la propria forca dalle sbarre della cella, abbia accolto il rinnovo della propria condizione di ostaggio di Palazzo Madama con un lieve svenimento. L' accumulo ti stronca, diceva il poeta. Solo che, avendo le terga incollate per uno strano sortilegio allo scranno senatoriale, quel mancamento l' hanno notato in pochi. Giusto qualche commesso in livrea dal sorriso tagliente che raccontano l' abbia sorretto, proprio mentre i fetentoni dei colleghi ne respingevano le dimissioni: 129 voti contrari, 90 a favore e 7 astenuti. Per la quinta volta. La prima volta respingi per prassi, la seconda per disciplina di partito, la terza per non creare precedenti, la quarta per noia, la quinta sei stronzo. Minzolini sì, Vacciano no. La politica, a volte, è il più crudele dei destini. Vacciano, questo, lo sa da tempo. L' uomo, impiegato latinense della Banca d' Italia, 44 anni legittimamente malportati, ex M5S, sembra il protagonista ansiogeno del telefilm anni '70, Il prigioniero: quello che pensava sempre di fuggire da un paese surreale, era sempre lì lì per farcela, ma, ogni volta alla fine appariva un enorme bolla di plastica che se l' ingoiava e lo riportava al punto di partenza. Ecco, Vacciano, dal 22 dicenbre del 2014, da quando lasciò i Cinque Stelle per motivi di dissenso legati alla nascita del «direttorio» è perennemente immerso nella bolla della burocrazia.
Vacciano è sfiancato, non se la sente più di andare avanti.
Eppure egli continua, indomito, nella missione che gli elettori, Grillo e il buon Dio gli hanno assegnato. Vacciano continua a presenziare alla commissione Finanze e Tesoro dove vanta l' 86,61% di presenze; vanta un indice altissimo di produttività, il 125,8%; ha macinato, indefesso, 30 interrogazioni, 6 disegni di legge, 268 emendamenti; versa -fedele alla linea dei pentastellati a cui non appartiene più- 3 mila euro al mese al fondo per le microimprese; si forza con rigore certosino ad una rigorosissima spending review su rendiconti, scontrini, bonifici di restituzione, estratti mensili. La sua anima, insomma, ha percorso più volte, febbrilmente, tutti i percorsi della redenzione. Eppure i senatori non lo mollano.
Così. A sfregio.
Ufficiallmente la motivazione degli abitatori di Palazzo Madama è che «il parlamentare non ha vincolo di mandato» e dunque deve essere libero di restare in Parlamento anche se non si riconosce più nel partito con il quale è stato eletto. Il problema è che con Minzolini si sono comportati in modo diametralmente opposto.
Idem, alla Camera, con la scienziata Ilaria Capua, accusata ingiustamente di essere una trafficante di virus, assolta con formula piena. Vacciano, niet.
Ovviamente il suo giudizio è stato formulato con voto segreto, quindi è impossibile sapere chi siano i sostenitori dell' accanimento terapeutico. Né perché lo facciano. Anzi, forse un motivo, pratico, c' è. Se esce Vaciago, un mite servitore dello Stato nient' affatto ideologico, al suo posto potrebbe subentrare un grillino talebano e assai volenteroso, rompicoglioni per missione. L' ultima cosa di cui la casta senatoriale, in questo momento, abbisogna... 

di Francesco Specchia

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Commenti all'articolo

  • Armageddon1

    21 Aprile 2017 - 13:01

    Non so se ha ragione Gaber nella celebre canzone "io se fossi dio", ma inizio seriamenta a pensare che sia meglio per questo paese di Gabibbi una dittatura moderata alla ormai fatiscente "superstizione democratica".

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  • Skyler

    21 Aprile 2017 - 12:12

    Vabbè, non vale la pena sbattere la testa contro il muro per colpa di 4 pirla...prendi i soldi e dalli in beneficenza (basta che non siano coop o le organizzazioni cattocomuniste)

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  • magoga

    21 Aprile 2017 - 10:10

    Se sono onesti non li vogliamo

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