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Valentino Rossi, la caduta a Le Mans: cosa c'è dietro alla scelta di rischiare oltre ogni logica

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Valentino Rossi

"La caduta è stata sì una cosa stupida, ma ci sono giorni in cui si sente di poter vincere, e questo era uno di quelli, per cui ci dovevo provare". Queste le parole usate da Valentino Rossi per commentare quanto accaduto a Le Mans, con lo scivolone all'ultimissimo giro, subito dopo aver perso in modo incredibile e inaspettato la prima posizione. Proprio quando la gara sembrava in pugno. Ma niente da fare, la vittoria va a Maverick Vinales, il compagno di squadra. "Col taglio di chicane - ha sottolineato il Dottore -, Maverick mi ha un po' ripreso e magari con 4 decimi di vantaggio non avrei commesso l'errore in staccata".

Ma in testa ci resta quel "ci dovevo provare". Forse è vero. O forse no. Se non ci avesse provato si sarebbe portato a casa un secondo posto, certo amaro, ma la classifica mondiale, ora, sarebbe profondamente differente. Ci doveva provare ma, ora, il campionato rischia di essere compromesso. Forse, insomma, non ci avrebbe dovuto provare. Ma dietro a quelle ultime curve disperate, dietro al rischio (folle) corso da Valentino, c'è ben altro oltre al primo posto in gara. C'è la leadership psicologica all'interno della Yamaha, che Valentino ha provato a riprendersi, in modo scomposto. In un modo che lo ha punito, forse in modo eccessivo. E, ad oggi, è rimasto senza leadership nel mondiale e neppure con quella psicologica nel team.

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