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Rita Pavone, dolori e rimpianti di un mito: "Sarei dovuta restare in America"

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Rita Pavone, dolori e rimpianti di un mito: "Sarei dovuta restare in America"

Ricordi e rimpianti di Gian Burrasca. A 71 anni Rita Pavone si racconta in un lunga, intima intervista al Corriere della Sera e svela le gioie e i dolori di una vita e una carriera uniche. È stata la prima autentica star della musica leggera italiana nel mondo, roba da 50 milioni di dischi venduti.

Fermata da Pelè per una foto (oggi si direbbe selfie), ha diviso il palco con miti come Duke Ellington ed Ella Fitzgerald ("Mi chiese una foto per suo figlio") ma soprattutto ha incontrato Elvis Presley: "A Nashville, dovevo registrare il terzo Lp americano con Chet Atkins. Seppi che quella sera sarebbe venuto e chiesi di vederlo. No chance, risposero. Allora finsi di piangere per commuoverli e promisero di provarci". The King of rock arriva intorno a mezzanotte, preceduto da avvocato e segretarie: "Indossava Ray Ban gialli che in Italia non si vedevano, camicia blu con colletto e polsini neri, catena d'oro al collo che sembrava di una bici tanto era grossa". Cosa le disse? "Oh, you are the italian girl, I know you, tu sei la ragazza italiana, ti conosco. Mi aveva vista all'Ed Sullivan Show, il programma televisivo più famoso del momento". Rita gli chiese una foto, Presley le fece portare un dipinto, "grande come un poster". "Poi mi fece una carezza e se ne andò". Tutto molto americano.

Già, l'America. Il grande rimorso della Pavone: "Il futuro mancato negli Stati Uniti. Un rimpianto grandissimo. A 19 anni mi ero già esibita alla Carnegie Hall di New York da sola. La sala era piena, fuori c'erano quattro giri di coda. Sarei rimasta anche se avessi dovuto passare il resto della vita a cantare a Las Vegas. Avrei imparato tante cose". Per lei decise il padre: "Avessi avuto 21 anni avrei detto arrivederci e grazie. Penso che mia madre non volesse tornare in Italia, la capisco. Quando ero piccola lavava i panni per una famiglia, d'inverno tornava a casa con i geloni. Grazie a me aveva cominciato ad apprezzare una nuova vita". Il papà "è stato il mio più grande sostenitore e anche se poi ci siamo persi, ho il rammarico che non ci siamo mai chiariti". Il nodo fu il matrimonio, ostacolato dalla famiglia, con Ferruccio Merk Ricordi, alias Teddy Reno. "Per lui non mi sarei mai dovuta sposare, ma non solo con Ferruccio, proprio con nessuno. Lo stesso vale per i miei fan: per loro ero un cartone animato". In Italia ha avuto paradossalmente meno fortuna che all'estero: "Non mi perdonarono il matrimonio con Ferruccio, ma quella era una cosa su cui non ero disposta ad avere rimpianti, era troppo preziosa per me. Siamo stati ostacolati come coppia, infangati, ma oggi siamo ancora qui".

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