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Dramma

Lucrezia, la prostituta in fuga dall'Italia: "Aggredita dalle ragazze dell'est e rapinata tre volte in un anno. In Svizzera invece..."

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Prostitute italiane, scatta la diaspora. Costrette ad andarsene perché qui le minacciano

Costretta a emigrare per poter lavorare. Questo è il destino di Lucrezia, una delle tante prostitute italiane - sono ormai il 20% - che ha scelto di trasferirsi in Svizzera per esercitare il suo lavoro. "Fare questo mestiere in Italia è troppo pericoloso. Parlo proprio di pericolo fisico. Non sai mai chi ti capita - ha spiegato a Radio Cusano Campus -. Per un periodo sono stata in strada, dopo una decina di giorni è arrivata una ragazza, presumo dell’est, che ha iniziato a minacciarmi e a prendermi a borsettate perché diceva che quel pezzetto di marciapiede era suo e che io lì non potevo lavorare. Che fai? Ti metti a litigare, col rischio che magari quella abbia dietro qualche pappone e che magari poi vai a farti male sul serio".

"Dopo quell’episodio ho scelto di affittare un appartamento e di lavorare facendo pubblicità su internet - ha proseguito Lucrezia -. A parte che i costi sono enormi, anche lavorando in casa non sei mai al sicuro, in un anno ho subito tre rapine e mi sono ritrovata due volte con un coltello puntato alla gola."

I rischi del mestiere hanno costretto la ragazza a cercare di spostarsi verso la Svizzera, dove la prostituzione è legale. "Mi ha convinto una ragazza che conosco. Mi metterò in un club, pagherò l’affitto della stanza, ma almeno non rischierò nulla né dal punto di vista fisico né dal punto di vista legale. Lì il mio è un mestiere a tutti gli effetti, starò con altre ragazze, a nessuno verrà in mente di venire a rapinarmi. La lingua? Mi hanno detto che non è un problema, perché i clienti sono quasi tutti italiani. Io voglio fare questo lavoro cinque anni, mettere da parte più soldi possibile e poi tornare in Sicilia, a casa mia". 

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