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Islam, ecco tutte le rinunce dei fedeli di Allah: baci, iPhone, gamberoni e...

18 Settembre 2017

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Islam, ecco tutte le rinunce dei fedeli di Allah: baci, iPhone, gamberoni e...

Non sapete cosa vi perdete, fratelli musulmani. Vi private dei piccoli piaceri della vita, delle tante gioie quotidiane che sono i tasselli di quel grande puzzle chiamato Felicità. E va bene che c’era chi, come il poeta Guido Gozzano, quasi si compiaceva delle occasioni mancate, delle «rose che non colsi». Ma pare quasi un delitto negarsi, per scelta, partito preso o imposizione di un credo, delizie come il bacio innocente di una donna (sulla guancia), la gioia di una scommessa con gli amici, per non parlare del gusto di festeggiare il proprio compleanno o di un’abbuffata di gamberoni e scampi. Tutto ciò è vietato, negato da una prescrizione religiosa che diventa Legge, codice unico di riferimento cui far aderire la propria condotta.

E così Omar Amid, ciclista sedicenne del Biellese, di fede musulmana, ha chiesto di non essere baciato dalle due hostess che lo premiavano, dopo la sgambata sulle strade del Canavese, che lo ha portato a trionfare al Memorial Francesco Data Guido Tessiore. Di solito, dopo quella faticaccia cui si sottopone ogni ciclistica, tra fiato mancante e muscoli che scoppiano, il momento più bello, una volta tagliato il traguardo per primo, è quando sale sul podio, e può shakerare il bottiglione di spumante e insieme ricevere il bacio di due dolci pulzelle che omaggiano il vincitore. Bacco&Venere, se così si può dire. Ma non nel suo caso. Il ragazzo, d’accordo col papà, ha preferito non ricevere quel dolce tributo femminile con la motivazione che «noi rispettiamo le donne». Perché, si sa, è grande perversione lasciare che sulle proprie guance due labbra di donna stampino un bacio casto...

Così come fa scandalo che la Apple si inventi un nuovo smartphone in cui, guarda un po’, per il riconoscimento facciale occorre addirittura che tu mostri la faccia. Da questo sistema, chiamato Face ID, vengono escluse va da sé tutte quelle persone che la faccia non la mostrano, comprese le donne islamiche che indossano il niqab. «Discriminazione», «è una guerra contro le musulmane», hanno gridato all’unisono, aggregandosi alla campagna “anti iPhone-X”. Peccato che ci sarebbe un semplice modo per non rinunciare al piacere di avere il nuovo iPhone: abbassarsi per un attimo il velo, mostrare occhi, naso, labbra e capelli, scattarsi questa sorta di selfie e tac, il riconoscimento è fatto. Sennò, dovessimo obbedire alle proteste delle donne in niqab, anche la lobby dei ladri in passamontagna potrebbe risentirsi chiedendo un riconoscimento con volto coperto fatto apposta per loro...

E che dire poi dei tanti innocui piaceri, bollati come blasfemi o inopportuni dalla sharia. Il gusto del gioco, ad esempio: quello degli scacchi, ma anche quello dei dadi o del Superenalotto, perché reputati un’inutile perdita di tempo. O il gusto della cura di sé, che prevede che gli uomini si taglino o si facciano definire la barba o che una donna possa sfoltirsi le sopracciglia. E invece no: nell’islam ogni individuo si deve togliere il vizio, ma non può togliersi il pelo (né il velo). E guai a parlare di tatuaggi, di piercing all’ombelico, di unghie colorate, e tanto peggio di Tacco&Trucco per le donne. Ma che, stiamo scherzando? Vogliamo mica goderci il piacere di esibire la bellezza?

Uno dice, però almeno a tavola, eccezion fatta per la carne di maiale, anche un musulmano può mangiare a sbafo senza problemi. Macché. I crostacei non si possono toccare, i formaggi non vanno bene perché hanno il caglio animale; quasi quasi conviene diventare vegani che forse si hanno più opportunità di scelta.

Ma la gioia di compiere gli anni e farci una festicciola, quella non ce la vorrete negare, vero? Sì, magari. Perché il buon musulmano non festeggia il compleanno, essendo considerato dalla sharia un’ «innovazione» (sic!). E poi, ad arrivare proprio agli estremi, il piacere narcisistico di una masturbazione almeno è lecito? Proprio no, se non nella circostanza estrema in cui il desiderio sessuale è talmente forte che altrimenti cederesti a rapporti pre-matrimoniali (in quel caso, meglio una sega di una sveltina).

Che bello. Che vita ricca di soddisfazioni. Poi uno si chiede perché gli islamici sognino un paradiso pieno di vergini e piaceri distribuiti a iosa. Ti credo: con una vita così castigata, non vedi l’ora di passare nell’aldilà per poter fare una scommessa o una scorpacciata di aragoste, cui seguirà, come da prassi, il caffè Lavazza.

di Gianluca Veneziani

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Commenti all'articolo

  • brontolo1

    19 Settembre 2017 - 07:07

    un'esercito di repressi

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