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Filcams, anche guardie giurate strategiche per sicurezza

Roma, 17 nov. (Labitalia) - Li troviamo davanti alle banche, agli uffici, pubblici e privati, ma anche a garantire il corretto svolgimento di manifestazioni e spettacoli. Pistola, divisa e tanta formazione, le guardie giurate, in tempi di paura di attacchi terroristici o di organizzazione di grandi eventi, dall'Expo al Giubileo, sono destinate a diventare un settore sempre più strategico. Ma, secondo la Filcams Cgil, sindacato che rappresenta le circa 45.000 guardie giurate (che non vogliono sentirsi chiamare 'vigilantes'), questo settore nel nostro Paese non è sufficientemente tenuto in considerazione.

"Intanto -spiega a Labitalia Sabina Bigazzi, della Filcams Cgil nazionale, responsabile del settore della vigilanza privata- in Italia abbiamo un numero elevatissimo di imprese che operano nel settore su licenza delle Prefetture: circa 900. Tra queste, quelle grandi sono solo una minoranza, mentre la stragrande maggioranza ha pochi addetti, meno di 5 ad azienda".

"Questo è un settore che è molto cambiato, che in questi ultimi anni sta diventando sempre più specialistico. E che sarà sempre più strategico, per questo gli vanno date certezze", sottolinea Bigazzi che cita come esempio "la sicurezza negli aeroporti". "Ai varchi di accesso ai voli, dove i controlli -spiega- si fanno di anno in anno sempre più stringenti, ci sono solo guardie giurate specializzate, dotate di patentino Enac, e che ogni anno devono obbligatoriamente aggiornarsi tramite appositi corsi".

"Ma, nonostante questo, ci sono criticità -dice Bigazzi- sia sul versante normativo sia sul versante sindacale". Sul primo "il ministero dell'Interno è in ritardo con l'emanazione dei decreti attuativi del T.U.L.P.S. (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza)", riporta Bigazzi, mentre sul secondo "le imprese per lo più piccole, sono concentrate su come fare economia sul contratto nazionale".

Per quanto riguarda la situazione contrattuale, il ccnl di settore scade il 31 dicembre 2015. "Stiamo lavorando alla piattaforma -conferma Bigazzi- e speriamo di poter aprire le trattative a un unico tavolo". La rappresentanza dei datori di lavoro, cioè delle imprese di vigilanza privata, "è frammentata in otto sigle -spiega Bigazzi- ma io spero che per il bene di questo settore si possano individuare 2-3 temi di fondo e procedere velocemente con il rinnovo".

C'è anche qualche problema di legalità: "Ci sono state grosse imprese -spiega la sindacalista della Filcams- cui è stata revocata la licenza per infiltrazioni mafiose". Ma su questo aspetto è venuta in soccorso una determina dell'Anac firmata da Raffaele Cantone a luglio, che stabilisce regole precise per gli appalti in materia di vigilanza privata. "Ci sentiamo molto tutelati da questo atto, tant'è che noi stessi del sindacato lo stiamo promuovendo molto", conclude Bigazzi.

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