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Giovani imprenditori Confapi a congresso

Roma, 7 dic. (Labitalia) - Come fare per ridurre i tempi medi di pagamento della pubblica amministrazione? Fino a quando le imprese potranno fare da banca allo Stato sottraendo così risorse alla ricerca e all'innovazione di processi e di prodotti? Saranno questi alcuni degli interrogativi che faranno da fil rouge al congresso nazionale dei Giovani Imprenditori Confapi 'Crediti e vita lunga? No in Italia si muore di credito', che si terrà a Roma venerdì 11 dicembre, dalle 9,30, nella sala Capranichetta a piazza Montecitorio.

Ad aprire il congresso saranno i saluti del presidente nazionale di Confapi, Maurizio Casasco, cui seguirà la relazione del presidente Giovani Imprenditori Confapi, Angelo Bruscino. Quindi, la tavola rotonda: 'I ritardi dei tempi medi di pagamento delle amministrazioni pubbliche: proposte normative e soluzioni manageriali. I 10 punti delle pmi' alla quale interverranno il docente di Bilancio consolidato e analisi di bilancio presso l’Università degli studi del Piemonte Orientale, Paolo Esposito, il sottosegretario all’Economia e Finanze, Enrico Zanetti, il vicepresidente vicario del Parlamento europeo, Antonio Tajani; modererà i lavori il vicedirettore del Tg1, Gennaro Sangiuliano.

"In Italia -dichiara Angelo Bruscino- sono ancora migliaia le aziende che quest'anno falliranno a causa di crediti non pagati: nonostante le evoluzioni normative, l'obbligo europeo e il continuo richiamo a normalizzare nel nostro paese sul tema dei tempi di pagamento, la situazione resta gravissima".

"In questi anni di crisi -continua Bruscino- al danno spesso si è aggiunta anche la beffa subita da moltissime pmi di 'morire di credito': i mancati pagamenti per beni e servizi resi sono, tra i tanti problemi, quelli che contribuiscono a scoraggiare fortemente la ripresa nello stivale. Molte imprese si ritrovano schiacciate tra il credit crunch e tra clienti che non pagano, generando così una spirale che si ripercuote sui fornitori e i dipendenti".

"I giovani imprenditori, che più degli altri sentono l'esigenza e il bisogno di normalizzare l'eco-sistema di questo paese, il prossimo 11 dicembre -spiega- affideranno al governo, all'Europa e al Parlamento le loro proposte per attivare 10 pratiche, immediate e possibili soluzioni".

"Chiediamo che ci venga riconosciuto -avverte- come operatori economici di questo paese il diritto di costruire imprese che abbiano la possibilità di crescere in un'Italia che agevoli e incoraggi i suoi migliori talenti e che ci chieda di competere alla pari con il resto del mondo. Per questo, abbiamo scelto la proposta alla protesta, perché noi crediamo ancora che qui sia possibile realizzare il nostro domani; non andiamo via, restiamo e costruiamo qui i nostri sogni, le nostre pmi perché un'Italia senza i suoi giovani imprenditori è un paese più povero e senza futuro".

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