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Uilca, Daspo anche per manager delle banche responsabili disastri

Uilca, Daspo anche per manager delle banche responsabili disastri

Roma, 14 dic. (Labitalia) - “I responsabili di questo disastro devono pagare, anche penalmente, creando anche un Daspo per il settore bancario, in modo che certi manager non possano più operare nel settore e non creino più disastri di queste dimensioni”. Così il segretario generale della Uilca, Massimo Masi, interviene sulla vicenda delle quattro banche salvate.

“Se Abi ci avesse ascoltato in fase di trattativa per il rinnovo del contratto nazionale, quando nell’ormai lontano 8 luglio 2014 abbiamo presentato il nuovo modello di banca, più etica, più trasparente, legata al territorio e incentrata su un modello di sviluppo economico e non basato sulla finanza speculativa, forse tutto questo non sarebbe accaduto", aggiunge Masi. “Se questi sono stati i risultati della diversa organizzazione delle banche, è certo che avevamo ragione noi e che questo disastro, se fossimo stati ascoltati, si sarebbe potuto evitare", rimarca.

Masi dichiara di condividere "pienamente le dichiarazioni di Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d’Italia, riguardo al divieto di vendita agli sportelli di obbligazioni subordinate, in modo che solo investitori istituzionali possano acquistarli e non i semplici risparmiatori". "Anzi, questa norma dovrebbe essere già operativa da molto tempo", incalza il leader della Uilca.

Il primo passo che il sindacato aveva indicato, continua Masi, era "un ritorno alla specializzazione, abbandonando il modello di banca universale e scorporare banca commerciale e banca d'investimento". "Abi invece sosteneva che il nostro modello era inapplicabile tout court, in quanto ogni banca aveva un’organizzazione diversa al proprio interno”, dice.

"Non mi stancherò mai di ripetere che il problema principale restano, e sono sempre state, le scellerate pressioni commerciali che i dipendenti hanno dovuto subire in alcuni istituti. I dipendenti bancari non sono i carnefici, ma altrettante vittime di un sistema logoro che gli ha imposto la vendita di questi prodotti, talvolta anche sotto minacce. Come Uilca e come sindacati, unitariamente, sono anni che denunciamo questo aspetto, da Rolo Banca 1473 a Banca 121, a BiPop, ma anche i media ci hanno ignorato, riprendendo solo sporadicamente le nostre denunce a riguardo”, aggiunge il leader della Uilca

“Le banche devono difendere e tutelare le colleghe e i colleghi anche da azioni penali. Non è un caso che nelle principali banche italiane si sono raggiunti importanti accordi per limitare il rischio di indebite pressioni commerciali. E’ evidente che questa situazione è stata creata da manager senza scrupoli, che avevano come unico obiettivo il proprio profitto personale”, conclude.

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