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Sbarra (Fai), da Federalimentare solo chiusure su contratto, inevitabile mobilitazione

Sbarra (Fai), da Federalimentare solo chiusure su contratto, inevitabile mobilitazione

Roma, 21 gen. (Labitalia) - "La mobilitazione è inevitabile: troppe le chiusure di Federalimentare, e del tutto inaccettabile l'impostazione di una controparte che ha puntato sempre e solo alla compressione delle retribuzioni e dei diritti dei lavoratori". Così, a Labitalia, Luigi Sbarra, commissario nazionale Fai Cisl, sulla rottura delle trattative tra i sindacati dell'agroalimentare e Federalimentare per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro.

"Dalle rappresentanze datoriali -sottolinea- abbiamo ricevuto solo no. Non una controproposta, non un segnale di apertura o un tentativo di mediazione su salari, welfare contrattuale, appalti, bilateraltà, formazione congiunta. Hanno solo cercato di imporre l'inaudita clausola dell'invarianza di costo, tentando addirittura di aggredire istituti già acquisiti come gli scatti di anzianità e i premi di produzione".

Per Sbarra, si tratta di "un atteggiamento miope, figlio di una visione ideologica, antica e perdente, che mortifica il ruolo del lavoro nei processi di sviluppo". "Un'impostazione -avverte- che vorrebbe far pagare il prezzo della crisi ai più deboli, ma che alla fine condanna le stesse imprese ad avvitarsi su livelli di produttività e innovazione sempre più bassi. Al contrario, la nostra piattaforma era ed è di prospettiva".

"Non ci limitiamo -ricorda ancora Sbarra- a una richiesta salariale giusta, legittima e coerente rispetto alle performance del settore; sfidiamo le aziende sul terreno della competitività e della flessibilità, attraverso il rafforzamento di strumenti partecipati, delle leve della bilateralità e dell'esercizio della contrattazione nazionale e decentrata".

"I sordi no di Federalimentare -ribadisce il leader sindacale- ci hanno convinto a intraprendere la strada della lotta e della mobilitazione. Già operativo il blocco di straordinari e flessibilità sui posti di lavoro, e molto significative le adesioni agli scioperi articolati a livello aziendale. Guardiamo ora allo sciopero nazionale del 29, da cui ci aspettiamo un'adesione proporzionata alla grande partecipazione che ha visto animare nei mesi scorsi centinaia di assemblee e attivi unitari".

"L'auspicio è che le controparti -conclude Sbarra- rivedano le proprie posizioni e si aprano al dialogo responsabile, lavorando per far ripartire la trattativa e giungere a un rinnovo che dia risposte ai lavoratori e rilanci un pezzo importante dell'economia nazionale".

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