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Il 5 febbraio sciopero ristorazione collettiva

Il 5 febbraio sciopero ristorazione collettiva

Roma, 25 gen. (Labitalia) - "A 32 mesi dalla scadenza del Contratto nazionale del turismo - parte speciale ristorazione collettiva - gli oltre 50mila lavoratori e lavoratrici del settore sono ancora in attesa del contratto ed è per questo che le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno proclamato uno sciopero nazionale per il 5 febbraio 2016 per l’intera giornata lavorativa con manifestazioni da svolgersi a livello territoriale". E' quanto si legge in una nota di Filcams Cgil.

"Occupati principalmente nella refezione in appalto di asili nido, scuole, ospedali, case di riposo, mense aziendali e intraziendali, le lavoratrici e i lavoratori della ristorazione collettiva -continua la nota- sono per la maggior parte donne a part-time con poche decine di ore alla settimana di lavoro e spesso con diversi mesi all’anno di sospensione lavorativa; e con il loro contributo, assicurano non solo un pasto, ma anche la salute delle persone".

"Fin dall’avvio delle trattative -spiega ancora Filcams- il settore della ristorazione collettiva ha scontato grandi difficolta per la divisione delle compagini datoriali. Nonostante ciò le organizzazioni sindacali di categoria hanno affrontato il negoziato con tutte le associazioni datoriali che rappresentano le imprese del settore, anche se non firmatarie dei contratti (turismo parte speciale ristorazione collettiva), dimostrando grande senso di responsabilità al fine di dare la massima copertura contrattuale agli addetti del settore".

E' il caso, spiegano dal sindacato, "di Angem e Aci Servizi ed Utilities, con le quali il confronto nel corso del tempo si è sviluppato per cercare di raggiungere un’intesa, fino all’interruzione della trattativa intervenuta nell’ultimo incontro del 2 dicembre, mentre, con le altre associazioni, già firmatarie del contratto nazionale le trattative si sono interrotte da molto tempo".

"In tempi diversi, però, le parti datoriali, anche se divise tra loro -rimarca la Filcams- hanno avanzato alle organizzazioni sindacali le medesime richieste: una riduzione del costo del lavoro, la revisione in peggio della clausola sociale nei cambi di appalto, un abbassamento delle tutele collettive ed individuali, aumenti retributivi irrisori".

Proposte inaccettabili per le organizzazioni sindacali perchè "intervenire sugli istituti contrattuali nei termini proposti delle associazioni datoriali porterebbe ad un ingiustificato arretramento della condizione delle lavoratrici e dei lavoratori, già fortemente colpiti dalle difficoltà degli ultimi anni". Le organizzazioni sindacali, a fronte dell’impossibilità di proseguire nelle trattative e per sostenere la vertenza aperta da ormai 32 mesi, metteranno in campo per il 5 febbraio, tutte le azioni necessarie per l’organizzazione di presidi e iniziative e manifestare a gran voce le ingiustizie e la precarietà degli addetti del settore.

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