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Pirani (Uiltec): "Pronta lettera a Renzi e Guidi per chiedere incontro su Eni"

Pirani (Uiltec): "Pronta lettera a Renzi e Guidi per chiedere incontro su Eni"

Roma, 10 feb. (Labitalia) - "Noi chiediamo al governo di prendere una posizione chiara" sulla vendita di Versalis da parte di Eni al fondo Sk Capital, "ma ancora non l'ha fatto, ancora tace: abbiamo coinvolto le istituzioni locali a tutti i livelli e oggi partirà una lettera alla presidenza del Consiglio chiedendo un incontro al premier, e al ministro Guidi, su questo tema". Così Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec-Uil, intervistato da Labitalia, sulla vertenza che vede impegnato il sindacato, insieme a Filctem Cgil e Femca Cisl, contro la trattativa tra Eni e il fondo americano sugli stabilimenti italiani del cane a sei zampe.

Oggi i sindacati hanno riunito a Roma i delegati sindacali di tutto il Gruppo. "Il 19 febbraio -spiega Pirani- faremo uno sciopero generale di tutto il gruppo con manifestazione a Roma, ma non ci fermeremo qui. Intendiamo coinvolgere le istituzioni a tutti i livelli, e deve essere chiaro che non cederemo gli stabilimenti italiani a un compratore primo venuto".

Per Pirani, in Eni "i problemi sono molti". "Oggi vi è un elemento di attualità, che è il tentativo di svendita della chimica Eni. La cessione del 70% di Versalis che è la società Eni che si occupa di chimica, che ha stabilimenti in quasi tutte le regioni italiane, 250 brevetti, 4 centri di ricerca, con oltre 6mila dipendenti", ricorda.

"La si vuole cedere -sottolinea ancora Pirani- a un fondo americano, Sk Capital, che a nostro giudizio non dà nessuna garanzia di prospettiva, che rischierebbe di indebitare questa società per l'acquisto della stessa, facendo un'operazione di leva, come si dice, per cui i profitti serviranno a pagare l'acquisto degli impianti stessi".

Diversa la visione del sindacato. "Noi vogliamo, invece, che la chimica rimanga saldamente in mano italiana -continua Pirani- perchè sta attraversando un periodo molto delicato di passaggio tra la chimica tradizionale, quella di base, verso la cosidetta chimica verde. I prodotti nuovi e quindi quello che in prospettiva sarà il nuovo mercato della chimica. Per fare questo, occorrono degli indirizzi di politica industriale e investimenti che non possono arrivare da un fondo finanziario come Sk Capital".

Quella della chimica, attacca Pirani, "segue altre dismissioni da parte di Eni". "Penso in particolare a Saipem -dice- sulla quale era stato detto che non sarebbero stati toccati gli organici italiani ma noi temiamo di trovarci nei prossimi giorni con una richiesta di prepensionamenti. In realtà, è tutto il gruppo Eni -conclude il leader sindacale- che viene messo in discussione, la sua presenza in Italia, la sua trasformazione in una compagnia internazionale che compra e vende idrocarburi perdendo le basi industriali italiane. E questo non va bene, non solo ai lavoratori ma non va bene al nostro Paese".

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