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Unimpresa, nasce nuovo consorzio per aiutare le pmi all'estero

Unimpresa, nasce nuovo consorzio per aiutare le pmi all'estero

Roma, 12 feb. (Labitalia) - Sostenere l'internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese italiane, in particolare nei paesi extracomunitari. Aprire strutture stabili all'estero per migliorare la penetrazione commerciale e quindi favorire l'esportazione dei prodotti made in Italy anche con l'e-commerce. E' con questi obiettivi che nasce, promosso da Unimpresa, il nuovo Consorzio international service export (Cise), al quale hanno già aderito 20 aziende.

Il Consorzio si propone anche di organizzare missioni economiche, promuovere la partecipazione a fiere e mostre, istituire corsi di formazione specifici e favorire il turismo dall'estero verso l'Italia collaborando con enti pubblici e privati. E ancora: tutelare il made in Italy, sia dalla contraffazione sia dall'italian sounding che fa perdere 60 miliardi di euro l'anno ai produttori del nostro Paese.

Il Cise, in una prima fase, indirizzerà la sua attività in Cina, India e Vietnam oltre che in alcuni mercati di prossimità come la Romania, la Tunisia e la Repubblica di Capo Verde. I settori principali in cui si sosterrà l'attività estera delle pmi italiane sono agroalimentare, moda e accessori, design e complementi d'arredo, tecnologie per l'agricoltura, marmo e macchine.

Per raggiungere gli obiettivi previsti dallo statuto, il Cise potrà aprire sedi estere per migliorare la penetrazione commerciale del made in Italy e stringere alleanze con imprese italiane o straniere. Saranno organizzate missioni economiche e verrà promossa la partecipazione a fiere di settore oltre che mostre. Saranno poi realizzate iniziative per la valorizzazione dei prodotti tipici e di eccellenza.

Il Cise potrà partecipare a bandi, richiedere contributi e agevolazioni ad enti locali, Stato italiano e Stati esteri, Unione europea o agenzie internazionali specializzate. Al centro dell'attenzione anche il turismo verso l'Italia: saranno promossi e incrementati i flussi di turisti dall'estero anche attraverso la collaborazione con soggetti pubblici ed enti privati.

Il Consorzio avrà anche l'obiettivo di contrastare il fenomeno della contraffazione e quello dell'italian sounding, vale a dire il commercio di prodotti fatti all'estero e che, pur senza una vera e propria contraffazione, imitano ed evocano in qualche modo origine italiana; fenomeni che, tra suggestione e vero e proprio inganno esercitato sui compratori stranieri, procurano un danno ai produttori italiani. In questo senso, verrano promosse campagne di comunicazione finalizzate a incrementare la conoscenza, tra i consumatori internazionali, delle autentiche produzioni italiane. Il giro d'affari generato dall'italian sounding è stato stimato, dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla contraffazione, attorno ai 60 miliardi, dei quali 21 miliardi nella sola Unione europea.

La governance del Cise, che avrà la sede a Roma: il presidente è Vincenzo Ciccarello; vicepresidente è Giuliana D'Antuono; gli altri due membri del consiglio di amministrazione sono Paolo Giraud, Laura Mazza e Giuseppe Pratticò. Tra i soci fondatori del Consorzio International Service Export, oltre a Unimpresa, figurano varie aziende con consolidate esperienze e specifiche competenze che spaziano dalla formazione all'internazionalizzazione, dal comparto dei finanziamenti a quello della comunicazione d'impresa e marketing.

Si tratta di: Ape srl, Ati Formazione srl, Cfi Consulenza Formazione Impresa srl, High Quality International srl, Horienta srl, Safin spa. Subito dopo la costituzione, hanno aderito al Cise una serie di imprese attive nei comparti agroalimentare, moda e accessori tra cui: Leopolda srl, Via Pisa 28, Vacchiano srl, Maffei srl, Pastificio Antiche Tradizioni di Gragnano, Suprema Alimenti Made in Italy, Ciera del Colli, Bortolotti, La Rasenna, Agnoni.

“Da alcuni anni -dichiara il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi- stiamo dando grandissima attenzione all'internazionalizzazione perché siamo convinti che il made in Italy sia sempre più apprezzato; l'export può rappresentare, anche per realtà imprenditoriali minori, la ricetta giusta per crescere e rilanciare l'intera economia italiana. Lo stile e la qualità delle produzioni italiane sono fattori vincenti per lo sviluppo. Il Consorzio consentirà proprio alle micro e piccole imprese di avere strumenti adeguati per competere e penetrare con successo in mercati complessi, fuori dell'Italia, ma con enormi prospettive”.

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