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Sindacati: governo apra tavolo su crisi siderurgia e indichi strada

Sindacati: governo apra tavolo su crisi siderurgia e indichi strada

Roma, 15 feb. (Labitalia) - Il consumo di acciaio in Europa è sceso in media del 30% rispetto al 2007; la capacità produttiva è stata ridotta di 20 milioni di tonnellate/anno e altri 10 milioni sono in attesa di essere “tagliati” e si sono già persi più di 40mila posti di lavoro. A lanciare un vero e proprio Sos sulla crisi ormai conclamata che sta attraversando la siderurgia, complici gli elevati costi dell’energia e quelli per l’emissione dei gas, sono Fim, Fiom e Uil che, riunite le proprie Rsu in assemblea, chiedono ancora una volta "la riapertura di un tavolo di confronto" e una "strategia comune per supportare un comparto essenziale e strategico per il sistema industriale italiano".

Un confronto, dicono nella giornata di mobilitazione europea che ha visto scendere in campo anche Industriall e Eurofer, "essenziale e necessario" sopratutto in un momento di forte criticità dei mercati e di tutto il sistema finanziario internazionale che dovrà avere un "carattere permanente anche attraverso il riavvio dell’osservatorio siderurgico che, in passato, ha prodotto importanti iniziative sia di tutela, sia di sviluppo per tutto il settore".

Ad aggravare una situazione già pesante a causa di una sovracapacità produttiva a livello globale che spinge i prezzi al ribasso e incoraggia comportamenti sleali da parte di Cina, Russia, Biellorussia, Turchia e India anche e sopratutto la tentazione Ue di concedere alla Cina lo status di 'economia di mercato', la cui decisione è al vaglio della Commissione a cui Fim Fiom e Uilm si oppongono. "La questione cinese è una questione soprattutto “politica” perché molti paesi Ue hanno rapporti commerciali con la Cina che non vorrebbero “compromettere” con iniziative comunitarie", denunciano ancora i sindacati. Non solo. La situazione italiana, dicono ancora, vede strumenti come gli ammortizzatori sociali "praticamente esauriti" che delinea un rischio di licenziamenti di massa pesanti. Servono dunque, "provvedimenti specifici" rapidi con cui "superare i limiti temporali previsti dagli attuali ammortizzatori sociali, a cominciare dai contratti di solidarietà" ed una verifica, sia con il governo che con le associazioni di impresa in assenza delle quali, ammoniscono Fim Fiom Uilm, "programmeremo iniziative di mobilitazione del settore".

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