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Fra crisi e abusivi nei mercati -3 mln clienti dal 2008

Fra crisi e abusivi nei mercati -3 mln clienti dal 2008

Roma, 23 feb. (Labitalia) - La crescita dell’abusivismo e la dequalificazione dei mercati allontanano i consumatori dai banchi. Dal 2008 ad oggi, i clienti abituali di mercati di commercio ambulante in Italia sono passati dal 26 al 18%: un calo quantificabile in circa 3 milioni di persone, pari a quasi un terzo del totale. E’ quanto emerge da un sondaggio Confesercenti Swg sui consumatori realizzato in occasione dell’Assemblea annuale Anva Confesercenti, svoltasi oggi a Roma.

I lavori sono stati aperti da un saluto del presidente di Confesercenti, Massimo Vivoli. Hanno discusso insieme dei risultati dell'indagine il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, il sottosegretario alle Politiche e agli Affari europei, Sandro Gozi, il presidente di Indis-Unioncamere, Andrea Zanlari, e il presidente Nazionale Anva, Maurizio Innocenti.

A incidere sulla situazione è stata senz’altro la crisi; ma pesa anche una progressiva disaffezione dei consumatori, allontanati dalla crescita dell’abusivismo e dal peggioramento di ambiente e offerta. Tra le motivazioni più citate da chi ha abbandonato gli acquisti fra i banchi, infatti, la presenza di troppi venditori abusivi o irregolari è al primo posto, segnalata dal 21% degli intervistati. Seguono il basso livello dei prodotti in vendita (20%) e la sensazione che i mercati siano diventati troppo caotici (15%).

“L’abusivismo - ha spiegato il presidente di Confesercenti, Massimo Vivoli - è un problema serio per il commercio in generale, ma diventa drammatico per quello ambulante, dove si infiltra tra i banchi, spesso scalzando via i regolari o comunque creando le condizioni per scoraggiare la clientela”.

“Il rapporto tra abusivismo e dequalificazione dell’offerta - ha commentato Maurizio Innocenti, presidente dell’Anva - è, purtroppo, un circolo vizioso. Il boom di venditori abusivi ha portato a un peggioramento generale dell’immagine dei mercati". "Irregolari e abusivi, infatti, vendono soprattutto merce contraffatta o di dubbia provenienza e qualità, portando molti a generalizzazioni sbagliate: ci sono moltissimi imprenditori regolari, attivi nel commercio su aree pubbliche e nei mercati, che puntano proprio su un elevato rapporto qualità-prezzo per attirare e fidelizzare la clientela”, ha avvertito.

La clientela rimasta affezionata ai mercati ha, comunque, ancora buoni motivi per scegliere di fare la spesa tra i banchi. Le persone che frequentano i mercati lo fanno soprattutto per 'curiosare', per svagarsi in un contesto che abbina un’atmosfera piacevole a prodotti convenienti, dividendosi più o meno equamente per quanto riguarda la tipologia di acquisto fatto: il 29% compra prodotti alimentari, e una quota uguale cerca quelli non alimentari. Chi acquista entrambi, invece, è il 27%, mentre il 13% li frequenta per puro piacere e non acquista quasi mai nulla.

La crescita del fenomeno abusivismo è chiaramente avvertita anche dagli italiani che frequentano i mercati. Il 36% segnala di aver assistito negli ultimi anni all’aumento del numero di abusivi, mentre solo un consumatore su dieci dice di non riscontrarne la presenza nel mercato in cui si serve abitualmente. Una quota molto vicina al 31% di intervistati dichiara che l’ambiente in cui si svolge il mercato è peggiorato rispetto a 5 anni fa.

Secondo le stime di Anva, nel settore potrebbe essere ormai irregolare un’impresa su due. Per i registri delle Camere di commercio, infatti, in Italia ci sono circa 194mila imprese: un dato che però non trova alcun riscontro negli altri database, da quello dell’Inps a quello dell’Agenzia delle entrate. All’appello mancano quasi 100mila imprese: tante infatti sono le attività che, subito dopo l’iscrizione nei registri camerali, svaniscono nell’ombra, senza versare un euro di tasse o contributi. A farlo sono soprattutto le imprese a titolarità straniera. Una correlazione che, secondo Anva, è legata anche all’ottenimento e al rinnovo dei permessi di soggiorno per lavoro autonomo.

Un’ipotesi confermata anche dal viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, che ha riconosciuto ad Anva il merito di aver sollevato il problema. Il sottosegretario Sandro Gozi, invece, ha definito i dati di Anva preoccupanti, e ha ribadito l’impegno del governo a combattere il fenomeno: "La lotta all’abusivismo e all’irregolarità fa parte del contratto sociale con i contribuenti. Un contratto che va onorato. Il governo seguirà con massima attenzione anche l’applicazione della direttiva Bolkenstein sul settore”.

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