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Confsal Salfi, grave eliminazione comparto Pa agenzie fiscali

Confsal Salfi, grave eliminazione comparto Pa agenzie fiscali

Roma, 11 apr. (Labitalia) - "La riorganizzazione della pubblica amministrazione, con l’eliminazione del comparto delle agenzie fiscali, conferma la linea del governo di indebolire e delegittimare le agenzie fiscali e, quindi, la lotta all’evasione fiscale". A dirlo il segretario generale della Confsal Salfi, Sebastiano Callipo, riferendosi all'accordo per la definizione dei comparti di contrattazione e aree dirigenziali del pubblico impiego siglato il 5 aprile.

Una scelta giudicata di "una gravità storica" che, per il sindacato autonomo dei lavoratori finanziari, "sconta la 'coerenza normativa' dei mutamenti in fieri presenti nelle riforme Madia e Delrio, dei mutamenti organizzativi e assetti istituzionali del pubblico impiego, come dimostra, ad esempio, la collocazione dei profili dirigenziali". "Coerenza normativa" che, avverte, "ha consentito di ridurre numero di contratti e numero di comparti, con il mal celato obiettivo, di medio lungo termine, di integrare i contratti di settore, di matrice pubblica, con i settori privati". Una scelta definita da Callipo altresì "coatta", in quanto posta quale "conditio sine qua non imposta dal governo per l’avvio dei rinnovi contrattuali".

Per il Confsal Salfi, "andavano precisati, con trasparenza e in dettaglio, gli obiettivi della riforma, gli strumenti da adottare e le risorse da utilizzare". "Ante riforma comparti e riforma Madia, si sarebbero dovuti ben valutare - spiega - gli attuali assetti organizzativi, individuando differenze tra comparti, fra aree dirigenziali, sia in tema di ruoli, sia in tema di funzioni, che di retribuzioni. Solo dopo, si sarebbero potuti scegliere, in termini qualitativi e numerici, comparti ed aree, in linea o meno con la legge Brunetta, salvaguardando talune strategiche specificità, ponendo le basi di una riforma della P.a. sostanziale".

"La nostra doverosa critica costruttiva al governo - sottolinea il segretario generale del Confsal Salfi - è arricchita anche da perplessità sull’impianto giuridico utilizzato e, in particolare, sulla tecnica legislativa, con la previsione di 13 decreti delegati, con una illegittima decontrattualizzazione del lavoro pubblico, con il passaggio a un impianto normativo imposto ex lege, con un nuovo centralismo violativo del ruolo delle parti sociali, con il disconoscimento delle conquiste della contrattualizzazione, con uno stravolgimento delle regole contrattuali, specie sulla contrattazione aziendale e, in linea generale, con l’imposizione di un modello della P.a., di cui la riforma dei comparti è un esempio, impostato sul risparmio e quindi sulla riforma a costo zero, lungi dall’obiettivo di ottimizzare ruoli e servizi".

In definitiva, prosegue Callipo, un “riformismo unilaterale che non mira alla valorizzazione delle persone e delle loro funzioni, avendo un unico obiettivo parametrato sulla solita produttività".

"Ricordo, infine, che esistono seri dubbi di costituzionalità della legge Madia in tema di eccesso di delega", conclude, ricordando "il nostro storico Dna di sindacato di categoria autonomo, aderente alla Confsal e sempre più funzionale e strategico, anche nel nuovo comparto delle funzioni centrali".

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