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Pa: Nigi (Confsal), trovare risorse per rinnovo contratti integrando Def

Roma, 21 apr. (Labitalia) - "Il governo invii l’atto di indirizzo all’Aran, indispensabile per aprire le trattative per il rinnovo dei contratti di 3 milioni e 200mila dipendenti pubblici, e soprattutto trovi adeguate risorse per tutti i contratti pubblici da rinnovare, sia nel settore privatistico-contrattualizzato che in quello pubblicistico". A ribadirlo Marco Paolo Nigi, segretario generale della Confsal, che oggi ha riunito il Consiglio generale del sindacato, invitando il governo affinché “'riporti' in agenda l’impegno finanziario per il rinnovo dei contratti dei pubblici dipendenti, integrando e modificando il Def 2016, e successivamente trovi prontamente le risorse per dar seguito all’impegno programmatico".

"Il governo - avverte Nigi - non può più ignorare la pressante e motivata richiesta di tutti i sindacati, una pronuncia della Corte Costituzionale, una serie di sentenze di Tribunali e soprattutto non può disattendere le legittime aspettative di milioni di lavoratori pubblici e delle loro famiglie".

Ricordando l’ipotesi contrattuale per la costituzione dei nuovi comparti e aree dirigenziali sottoscritta il 5 aprile da parte dell’Aran e della quasi totalità delle confederazioni sindacali, Nigi sottolinea che è caduto anche questo "incredibile alibi governativo”.

"Il governo Renzi, anche in qualità di datore di lavoro dei pubblici dipendenti, dovrà intervenire in tempi brevi per far cessare una ingiusta e insostenibile penalizzazione di una categoria di lavoratori e di tante famiglie italiane", rimarca il segretario generale della Confsal, affermando che "il pubblico impiego sta vivendo da anni una situazione paradossale e una preoccupante prospettiva", per quella che definisce "la vertenza più lunga e difficile della storia dei negoziati nel pubblico impiego che ha coinvolto per oltre sei anni e tuttora coinvolge 3 milioni e 200mila lavoratori".

Per Nigi, "a legislazione vigente si può affermare che il rapporto di lavoro nel settore pubblico è ormai in regime di semi-privatizzazione a danno dei lavoratori che vedono ridotti diritti, tutele e garanzie".

"Se gli stili relazionali del governo con le parti sociali e in particolare con il sindacato non cambieranno e non si recupererà in tempi brevi un trasparente e proficuo dialogo sociale da tenere nella distinzione dei ruoli istituzionali, la Confsal proporrà alle altre organizzazioni sindacali rappresentative una forte azione comune con il coinvolgimento totale dei lavoratori e dei pensionati italiani, che potrebbe sfociare in uno sciopero generale", conclude.

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