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Turismo: sindacati e imprese siglano avviso comune per lavoro stagionale

Turismo: sindacati e imprese siglano avviso comune per lavoro stagionale

Roma, 9 giu. (Labitalia) - Sindacati e imprese del settore del turismo siglano un avviso comune a sostegno del lavoro stagionale e sollecitano la revisione della Naspi a tutela dei 300mila addetti del settore e per il rilancio del comparto. Filcams Cgil Fisascat Cisl, Uiltucs, e le Associazioni datoriali Federalberghi, Faita Federcamping Confcommercio hanno siglato un avviso comune per "richiedere al governo misure concrete ed immediate a tutela del lavoro stagionale nel Turismo, fortemente penalizzato dalla nuova assicurazione sociale per l’impiego in vigore dal 1° gennaio 2016".

Nell’avviso comune le parti hanno anche espressamente richiesto all’Esecutivo un intervento normativo sulla riduzione del cuneo fiscale e la proroga dello sgravio del contributo aggiuntivo dell'1,4% per i contratti di lavoro stagionale. Le parti sociali firmatarie del contratto del Turismo hanno in particolare sollecitato "la revisione della normativa sulla Naspi che, nell’attuale formulazione, -spiegano- comporta la drastica riduzione delle tutele reddituali e contributive per i 300mila lavoratori stagionali del comparto, prevedendo il dimezzamento della durata e del sussidio di disoccupazione".

"Lo scorso anno -ricordano- il governo, sollecitato dalle organizzazioni sindacali, aveva posto rimedio con un provvedimento temporaneo valido fino al 31 dicembre 2015".

Per le tre sigle sindacali è urgente "superare anche per gli anni a venire la contraddizione legislativa". "La stagionalità è un fenomeno strutturale nel comparto turistico e pertanto è necessario un intervento normativo strutturale che dia tranquillità agli addetti che vi operano che contribuiscono con la loro professionalità a rendere il comparto turistico competitivo nel mondo", affermano Filcams, Fisascat e Uiltucs.

"Sono pertanto sempre più necessari e non più rinviabili -sollecitano le sigle sindacali- investimenti in promozione, infrastrutture e politiche di sostegno alla domanda anche per ovviare alla crisi di importanti sistemi turistici soprattutto al sud Italia".

"Di certo -osservano infine i sindacati- far pagare ai lavoratori coinvolti il prezzo di un deficit strutturale come la stagionalità, spingendoli verso irregolarità e povertà non è la via giusta per rilanciare un settore come il turismo che viene considerato, purtroppo spesso solo a parole, volano della nostra economia".

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