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Appello delle imprese al Festival del lavoro: "Iniziative formative per uscire dalla crisi"

Appello delle imprese al Festival del lavoro: "Iniziative formative per uscire dalla crisi"

Roma, 1 lug. (Labitalia) - Più iniziative a favore delle imprese per uscire dalla crisi. A chiederlo il mondo delle imprese al Festiva del lavoro, in corso a Roma. “Le imprese - dice Massimo Amorosini, direttore generale Confapi - chiedono nuove iniziative che non siano sporadiche per uscire dalla crisi. Le imprese sono stanche di essere bombardate da messaggi mediatici che siamo usciti dalla crisi. Si chiedono iniziative non più sporadiche ma che prevedano un piano di sviluppo medio-lungo. Bisogna vedere con attenzione la banca di investimento pubblico francese, ad esempio”.

Della stessa idea Maria Pia Camusi, direttore Rete Imprese Italia: “Vorremmo un piano di azione -ammette- dedicato alle pmi con una logica incentivante e un modello formativo all’impresa”.

Sul fronte politico Gaetano Quagliariello, senatore Idea, chiarisce che “di fronte alle contraddizioni dei processi globali se non c’è chi ha una visione a medio termine credo che la ripresa non la inneschiamo ed è quello che purtroppo stiamo vivendo”.

“Manca una politica per il Mezzogiorno: gli interventi operati -rimarca- sono un patchwork privo di una strategia: ci sono piccole imprese che non riescono a diventare medie. Se il Sud non esce dalla crisi, non si può recuperare puntando sullo sviluppo di zone che sono tra le più sviluppate dell’Europa. Dobbiamo, inoltre, semplificare il sistema fiscale”.

Però per Carlo Dell’Aringa, economista e membro della commissione Bilancio della Camera, “sia il Jobs act che la decontribuzione hanno facilitato l’occupazione innestando il circuito virtuoso occupazione, maggiore reddito per le famiglie e maggiori consumi”. Tuttavia, avverte, “è necessaria una presenza più attiva, presenza intesa come aiuto per internazionalizzare e per avere credito”.

“Il Jobs act -aggiunge Vincenzo Silvestri, vicepresidente Consiglio nazionale dei Consulenti del lavoro- ha designato un modello che vede un abbassamento delle politiche passive a vantaggio di quelle attive. Ma questo meccanismo andrà a regime tra una decina d’anni e nel frattempo le imprese scontano la caduta degli ammortizzatori sociali”.

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