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Ance: il 2016 occasione mancata per ripresa, -3,5% occupati 1 trim. in edilizia

Ance: il 2016 occasione mancata per ripresa, -3,5% occupati 1 trim. in edilizia

Roma, 6 lug. (Labitalia) - Non decolla la ripresa nel settore dell'edilizia.Quello che doveva essere l'anno della ripartenza e della svolta, in realtà, sta diventando l'anno dell'occasione mancata. L'indice di produzione nei primi quattro mesi del 2016 è caratterizzato da un andamento altalenante e ancora negativo è l'andamento dell'occupazione, che nel primo trimestre, si riduce di un ulteriore 3,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un dato che aggrava il bilancio occupazionale del settore che dall'inizio della crisi ha perso 580 mila posti, che diventano 800 mila considerando l'indotto.

Ma non solo. a fine 2015 le previsioni per l'anno in corso erano di un aumento dell'1% degli investimenti. Ma, ad oggi, questo risultato non sembra più raggiungibile. secondo le nuove stime, gli investimenti in costruzione per il 2016 segneranno un aumento trascurabile pari a +0,3% del tutto insufficiente a creare le condizioni di effettiva ripresa. È questo il quadro che emerge dai dati dell'Osservatorio congiunturale presentato oggi dall'Ance, dal quale emerge anche il peggioramento delle valutazioni sulle prospettive del settore.

Tra il 2008 e il 2014 il settore dell'edilizia ha perso centinaia di migliaia di imprese. gli effetti della lunga crisi , infatti, sono stati molto pesanti per il tessuto produttivo dell'edilizia e principalmente per le aziende più strutturate: ha cessato la propria attività il 26,9% delle imprese con 2-9 addetti, il 40% di quelle tra 9 e 49 addetti e il 31% di quelle con più di 50 addetti.

Le previsioni di un aumento degli investimenti nel settore, alla fine dello scorso anno, erano trainate, spiega l'Ance, da una stima di crescita dei lavori pubblici del 6%, grazie all'aumento delle risorse, +9,2%, alla cancellazione del patto di stabilità interno e alla clausola europea per gli investimenti disposte dalla legge di stabilità 2016. Ma le difficoltà di un pieno utilizzo della clausola di flessibilità e l'entrata in vigore del nuovo codice hanno frenato bruscamente la ripresa. Le nuove stime per gli investimenti in opere pubbliche per il 2016 si fermano dunque a un +0,4%.

Il bilancio del primo trimestre dell'anno, nonostante il segno positivo registrato a gennaio, è di un calo del 13,6% nel numero di bandi pubblicati e del 36,2% nell'importo posto in gara. Caso a sè è il mese di aprile in cui si è registrato un significativo incremento del numero, +12,4%, e nel valore, +50,4%, rispetto ad aprile 2015, dovuto alla corsa da parte delle stazioni appaltanti a pubblicare entro il 19 aprile i bandi secondo il vecchio codice degli appalti. Con l'entrata in vigore delle nuove norme, si è assistito nel mese di maggio a una drastica di flessione delle pubblicazioni: -26,7% in numero e del -75,1 in valore, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.

Il dato di giugno, al netto della pubblicazione di cinque bandi di concessione di costruzione e gestione della banda ultralarga, i cui effetti sulla produzione si avranno solo a partire dai prossimi anni, conferma il trend negativo, con un calo del 34,9% rispetto a giugno 2015 e giustifica la preoccupazione di un rallentamento della domanda pubblica, in assenza di un adeguato periodo transitorio di applicazione del nuovo codice. In particolare, sottolinea ancora l'Ance, è il dato delle gare bandite dai comuni che segna a giugno un calo del 60,3% in valore rispetto allo stesso mese del 2015.

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