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Autostrade, aree servizio chiuse il 20-21 settembre

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Autostrade, aree servizio chiuse il 20-21 settembre

Roma, 25 lug. (Labitalia) - Le aree di servizio autostradali saranno chiuse per 48 ore giorni 20 e 21 settembre prossimi a causa dello sciopero generale proclamato dalle organizzazioni di categoria Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio . A deciderlo l'assemblea nazionale unitaria dei gestori delle aree di servizio autostradali tenuta lo scorso 21 luglio a Roma. "La decisione – si legge in una nota congiunta delle tre Federazioni – è motivata dall’allarme ingenerato da una gestione di fatto opaca ed inaccessibile a qualsiasi tipo di comprensione delle oltre 200 gare che pure riguardano un bene in concessione pubblica e che stanno interessando altrettante aree di servizio, vale a dire il 50% della rete".

L'assemblea nazionale, inoltre, "ha inteso formalizzare, attraverso la predisposizione di una specifica comunicazione diretta ai Ministeri delle Infrastrutture e dello sviluppo economico, oltreché all’associazione dei concessionari, Aiscat, anche l’annuncio che i gestori impediranno, anche fisicamente, il concreto compiersi di ogni risultato comunque emergente a valle delle gare (passaggi di marchio tra affidatari, rilascio delle aree, ecc.), ove non dovessero essere fornite adeguate, tangibili e trasparenti garanzie del pieno rispetto dell’intero quadro normativo vigente posto a tutela del bene pubblico, degli utenti e delle piccole imprese di gestione".

"In particolare – prosegue la nota sindacale – il quadro che si va delineando è in palese contrasto con il Decreto Interministeriale del 7.8.2015 volto ad intervenire sulla rete distributiva autostradale e sulle procedure di gare destinate all’assegnazione delle aree, allo scopo di restituire economicità ed efficienza alla rete, reintegrare il necessario livello qualitativo proprio del pubblico servizio offerto (distribuzione carburanti e ristorazione) che nel tempo è stato colpevolmente sacrificato, contenere i prezzi del medesimo servizio sostanzialmente fuori controllo da alcuni anni a questa parte".

A ciò - sottolinea Fabi, Fegica e Anisa - si aggiunge, nello specifico delle piccole imprese di gestione, l’emergere di una serie di comportamenti, più o meno appalesati, di alcuni tra i vecchi e i nuovi affidatari che, proprio grazie alla mancata trasparenza delle procedure di gara predisposte dai concessionari e dei varchi che tali procedure lasciano, hanno l’evidente obiettivo di stravolgere nel proprio particolare interesse e vanificare sia le intenzioni che il contenuto (continuità di gestione, rapporti contrattuali, contrattazione collettiva, attività non oil, self service pre pay, indennizzo gestori in uscita) del decreto che il Mit ed il Mise avevano predisposto meno di un anno fa’, dando il via alla ristrutturazione della rete".

"Proprio ai Ministeri – conclude la nota di Faib, Fegica ed Anisa – rivolgono il loro pressante invito affinché assumano risolutivamente le iniziative tipiche delle loro prerogative in materia e assicurino il reintegrarsi del pieno rispetto della normativa vigente, scongiurando con ciò anche l’avviarsi di una lunga stagione di conflittualità a cui, a condizioni date, i gestori sarebbero costretti".

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