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Ces: dopo Brexit no a limiti circolazione lavoratori e a 'taglio' diritti sociali

Ces: dopo Brexit no a limiti circolazione lavoratori e a 'taglio' diritti sociali

Roma, 28 lug. (Labitalia) - "L'uscita della Gran Bretagna dall'Ue non deve ricadere sui lavoratori inglesi ed europei. Non accetteremo durante i negoziati che si provi a limitare la libera circolazione dei lavoratori nella Ue e a colpire i loro diritti sociali". Così Luca Visentini, segretario generale della Confederazione europea dei sindacati (Ces), commenta, con Labitalia, i prossimi passi del sindacato europeo dopo la Brexit. Brexit che, ricorda Visentini, ha avuto già i suoi primi effetti "con le turbolenze di questo periodo sui mercati finanziari ma anche con le previsioni a ribasso della crescita economica diramate in questi giorni".

E la scelta della Gran Bretagna di aspettare gennaio-febbraio per aprire i negoziati per l'uscita dall'Ue "porterà con sè -aggiunge Visentini- altri effetti negativi, in primis con altri posti di lavoro che si perderanno nei prossimi mesi in Gran Bretagna".

Quel che è certo, continua Visentini, è che "il sindacato europeo farà sentire la sua voce al tavolo dei negoziato" "Ho parlato due giorni fa - riferisce - con il presidente Juncker e la pensa come noi: la Brexit non dovrà essere l'occasione per la Gran Bretagna e per altri Stati europei per 'tagliare' diritti e la libera circolazione nei Paesi, ma dovrà essere l'occasione per avere più integrazione e per ridurre anche il disagio sociale".

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