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Confsal Salfi: superare legge Brunetta per ridare efficienza al sistema Pa

Confsal Salfi: superare legge Brunetta per ridare efficienza al sistema Pa

Roma, 13 set. (Labitalia) - "Al fine di eliminare i tassi di inefficienza e di improduttività, che ancora contraddistinguono talune amministrazioni pubbliche, occorre superare il fallito tentativo riformista della cosiddetta legge Brunetta, per riscrivere, in termini diversi, gli strategici concetti di trasparenza, misurazione, valutazione, benchmarking comparativo e responsabilizzazione dei dirigenti sul conseguimento degli obiettivi, che la legge Brunetta non riuscì a cogliere per la presenza di troppe lacune e talune contraddizioni, che afferivano l’attuazione pratica dei summenzionati obiettivi generali". E' quanto afferma Sebastiano Callipo, segretario generale del Confsal Salfi, sindacato autonomo dei lavoratori finanziari.

Per Callipo, "occorre evitare, oggi, di anteporre 'effetti annunci' rispetto all’esigenza di una necessaria 'messa a punto' delle minime misure, indispensabili per ridare efficienza al sistema pubblico, evitando di emanare misure spesso materialmente inattuabili, con l’effetto conseguenziale di ampliare i fenomeni che si vorrebbero colpire (ad esempio misure contro assenteismo e cosiddetti fannulloni)".

"La riforma Brunetta - ribadisce - non ha funzionato, è fallita, non ha mutato il rapporto fra dirigente e dipendente, anzi l’ha peggiorato, imponendo, quindi, un radicale ripensamento della cultura che ha, sin qui, informato il funzionamento delle pubbliche amministrazioni".

"La riforma Brunetta - incalza il segretario generale del Confsal Salfi - si è rivelata, di fatto, una riforma contro i dipendenti pubblici, atteso che è mancata l’attenzione alle persone, essendosi trascurato il punto di vista dello sviluppo dei talenti, della crescita professionale, disvelandosi, conclusivamente, quale 'riforma di carta'. Essa ha fallito, sostanzialmente, sotto tre particolari profili: sviluppo delle persone, dirigenza e contrattazione".

Secondo Callipo, "il nuovo contratto dovrà far tesoro delle critiche e delle carenze di cui sopra, per costruire un nuovo, diverso e migliore tessuto normativo, contrattuale e relazionale, all’interno del lavoro del pubblico impiego, focalizzando, in primis, le aspettative delle risorse umane e il complessivo benessere organizzativo nei luoghi di lavoro, senza mai trascurare le effettive ricadute di ogni conatus riformista, specie in seno al tessuto motivazionale dei destinatari".

Per il Salfi, "va sottoscritto un contratto se e nella misura in cui esso è stilato per i dipendenti e non contro di essi".

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