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Le imprese romane festeggiano il 'Tax Free Day'

Le imprese romane festeggiano il 'Tax Free Day'

Roma, 19 set. (Labitalia) - Si è festeggiato oggi il "Tax Free Day" e per celebrare l'evento la Cna di Roma ha chiamato a raccolta nella sua sede in via G. Massaia, alla Garbatella, tutte le imprese del territorio. "La torta simbolica quest’anno è suddivisa in tre fette: la più grande è rappresentata dai 262 giorni dedicati dagli imprenditori a lavorare solo per il fisco mentre una ben più piccola è' quella che resta per la famiglia (103). E una è sottilissima: sono i 7 giorni che le imprese avrebbero potuto guadagnare se il Campidoglio avesse applicato il regolamento sui rifiuti, risparmiando ben 2 mila euro nell’ultimo anno", ha spiegato Erino Colombi, presidente della Cna di Roma, nel corso dell'incontro.

"Il calcolo di quanto le tasse pesano sulle imprese romane è fatto su un’attività-tipo: ditta individuale che utilizza un laboratorio artigiano di 350 mq e un negozio destinato alla vendita di 175 mq -spiega in una nota la Cna- Dispone, inoltre, di macchinari, attrezzature, mobili e macchine d’ufficio e di un automezzo per il trasporto. Su questa impresa ha fatto i conti Cna Nazionale nell’Osservatorio permanente della tassazione sulle pmi di tutta Italia, che ogni anno si conclude con la classifica delle città più tartassate".

"Roma conquista quest'anno il terzo posto -prosegue la nota della Cna- rimanendo sul podio, anche se sul gradino più basso, dopo Reggio Calabria e Bologna". "Un sospiro di sollievo per le imprese romane che fino a due anni fa erano le più tartassate d’Italia. Anche perché l’Irap è rimasta stabile; così come l’Irpef, comunale e regionale. Ma vista la mancata applicazione del regolamento, è un sospiro di sollievo a metà. Veniamo ai calcoli", ha aggiunto Colombi.

"Tolti costi per macchinari, stipendi per 4 operai e un dipendente e altre spese, il suo reddito, prima delle imposte deducibili, è di 50mila euro. Dopo, il conto precipita a 15.116 (era a 17.139 nel 2011). Il 71,6% finisce al fisco (era il 71,7% l’anno scorso). Circa metà (36,2%) di queste tasse e imposte finisce nelle casse di Comune e Regione. Ben 14mila euro solo per Imu, Tasi e Tari. Un conto salatissimo: + 61,5% in più quest’anno rispetto al 2011", ha proseguito Claudio Carpentieri, responsabile politiche fiscali Cna Nazionali.

Invariate, rispetto all’anno scorso, le addizionali locali, quella Irpef regionale e quella comunale che ammontano quest’anno, rispettivamente, a 807 e 283. E rimane stabile anche l’Irap, che quest’anno costa all’impresa-tipo 2.988 euro (3.109 l’anno scorso). Sui rifiuti c'è un tavolo aperto tra l'assessorato e alcune associazioni di imprenditori.

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