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Aidp: bene contratto a tutele crescenti, ma riserve su voucher

Aidp: bene contratto a tutele crescenti, ma riserve su voucher

Roma, 20 set. (Labitalia) - Ai direttori del personale piace il contratto a tutele crescenti, un po' meno i voucher. E' quanto emerge da un sondaggio online di Aidp-Associazione per la direzione del personale, condotto dal Centro studi Aidp tra oltre 20.000 manager aderenti al network dell’Associazione, per indagare l’effettivo utilizzo e l’impatto dei voucher e delle tutele crescenti in azienda, dal punto di vista sia occupazionale sia organizzativo.

L'indagine rileva che il contratto a tutele crescenti è visto come uno strumento utile dalla maggioranza dei manager Hr, anche se solo poco più della metà (52%) ritiene che abbia effettivamente facilitato il lavoro e prodotto un aumento di occupazione nella propria azienda.

Nessun problema, invece, ha prodotto il doppio binario tra vecchi e nuovi contratti né in sede di contrattazione individuale per le nuove assunzioni (72%) né in sede di licenziamento (73%).

Sui voucher le risposte sono decisamente più contrastanti e sembrano indicare la scarsa idoneità dello strumento alle esigenze ordinarie delle aziende strutturate: quasi la metà dei manager li ha usati, ma il 70% non li ritiene utili per l’attività core dell’azienda e ben il 76% ritiene che siano usati in maniera impropria. In ogni caso, per le esigenze di assunzioni stagionali sono nettamente preferite le assunzioni a tempo determinato (79%).

"Il contratto a tutele crescenti -commenta Isabella Covili Faggioli, presidente nazionale Aidp- è stato accolto dai direttori del personale come uno strumento in più. Pochi hanno avuto difficoltà coi due regimi e solo il 30% dei neoassunti ha chiesto il ripristino di tutele analoghe all'articolo 18".

"Le risposte contrastanti sui voucher -aggiunge- devono invece far riflettere. La stragrande maggioranza dei manager Hr pensa che usare i buoni lavoro nell'attività ordinaria dell’azienda sia biasimevole e porti a una concorrenza sleale nel business. C’è dunque alla base una scelta etica. Gli strumenti di legge, se applicati nel rispetto di determinati valori, consentono di portare e di trattenere professionalità in azienda, per far crescere il business".

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