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Piccinini (Inca Cgil): "Troppo poche denunce malattie professionali nei trasporti"

Piccinini (Inca Cgil): "Troppo poche denunce malattie professionali nei trasporti"

Roma, 8 nov. (Labitalia) - "Abbiamo realizzato questi questionari tra i lavoratori del settore ed emerge che tanti di loro, troppi, manifestano dei sintomi e dei disturbi che sono chiaramente collegati al lavoro che svolgono. Disturbi alla schiena e altro chiaramente collegati all'impiego che svolgono. E poi ci sono dei dati che dimostrano come bassa è la tutela di questi lavoratori perché sono poche le denunce presentate sia per quanto riguarda gli infortuni che le malattie professionali". Così, intervistata da Labitalia, la presidente dell'Inca Cgil, Morena Piccinini, commenta i risultati dell'indagine 'La Sicurezza non è una ruota di scorta', realizzata dal Patronato con la Filt Cgil.

"C'è infatti questo 'delta' -spiega Piccinini- tra il disturbo manifestato, i sintomi che vengono presentati e che sono riconducibili al lavoro, e il poco riconoscimento ad oggi del fatto che questi disturbi derivano dall'attività lavorativa".

"Noi come patronato, con la categoria, intendiamo -continua Piccinini- lavorare molto con i delegati delle azienda del settore e con i singoli lavoratori affinché si passi dalla singola analisi personale alla denuncia della malattia professionale, senza aver paura di correre dei rischi sul posto di lavoro per averlo fatto".

"Contemporaneamente, chiediamo all'Inail -spiega ancora la presidente dell'Inca Cgil- che sia un po' più sensibile su questo tema perché se sono pochi i riconoscimenti di malattia professionale è anche perché c'è grande ristrettezza".

"Dall'altra parte -aggiunge- chiediamo al legislatore di portare avanti in modo rapido quanto contenuto nel disegno di legge di bilancio in cui si riconosce questo lavoro come in sé gravoso, soggetto a maggiore usura rispetto ad altre attività".

"E quindi la possibilità di collegare, da un lato, un maggiore riconoscimento della malattia professionale, dall'altro lato il riconoscimento che questi sono lavori in sé pesanti -conclude Piccinini- che meritano un pensionamento agevolato anticipato rispetto ai tempi della vecchiaia".

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