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Fillea Cgil: dopo terremoto riprogettare spazi urbani per nuovo sviluppo

Fillea Cgil: dopo terremoto riprogettare spazi urbani per nuovo sviluppo

Roma, 9 nov. (Labitalia) - "Non basta dire solo ricostruiamo come era prima, ma dobbiamo ripensare e progettare gli spazi urbani, i territori, il rapporto tra costruito e ambiente, in chiave nuova, per definire anche un nuovo modello di sviluppo. Oggi che il governo Renzi sfida in positivo tutte le forze del Paese per avviare una nuova politica di prevenzione, rispondiamo: noi a questa sfida, come sempre, non ci sottraiamo". Ha esordito così il segretario generale della Fillea Cgil, Alessandro Genovesi, aprendo il convegno in corso a Roma dal titolo 'Casa Italia: Il Futuro è adesso? Un nuovo modello di sviluppo per il settore delle costruzioni'.

"Abbiamo voluto organizzare questo convegno -ha spiegato il leader della Fillea Cgil- per mettere intorno al tavolo sindacato, governo, urbanisti, costruttori e provare insieme a dare forma a un progetto con lo sguardo lungo di cui il Paese ha bisogno per affrontare il primo ciclo dell’ambiente costruito, così come l’ha definito il Cresme per indicare la necessità di uno strategico cambio di paradigma del nostro settore, legato alle nuove domande di comfort, sostenibilità, sicurezza. Un cambio di paradigma -ha continuato- tragicamente riproposto in tutta la sua drammatica urgenza dai recenti terremoti del Centro Italia".

Ma, se da un lato gli indicatori "confermano come quel cambio di paradigma - ha spiegato - sia possibile per la crescita di una domanda potenziale connessa alla fragilità del nostro Paese, che guarda alla rigenerazione, alla sostenibilità ambientale, alla messa in sicurezza, a comfort, salubrità e nuove funzioni intelligenti, dall’altro l’attuale sistema delle imprese non appare all’altezza, perché la scelta di investire sul nuovo ciclo non l’ha ancora fatta come sistema, lasciando quindi alle singole imprese, a quelle più aperte all’innovazione, il compito di reggere la sfida".

Una contraddizione che va superata, da qui la proposta della Fillea di un "piano di rilancio che si regga su gambe robuste, riconoscendo lavoro e professionalità, creando ambienti normativi e culturali che premino l’efficacia, la trasparenza, la consapevolezza, la responsabilità, la legalità". Per fare questo, ha avvertito, occorre che "le leve della politica economica, gli interventi pluriennali di programmazione (Casa Italia), le eventuali risorse economiche e normative, a partire dalla legge di stabilità le possibili leve sindacali - avvisi comuni, contrattazione collettiva - siano tutte a disposizione e coordinate dentro un progetto che metta in sicurezza il Paese e al tempo stesso sia volano per sostenere le imprese che hanno già assunto come tema un nuovo modello del costruire".

"E quindi per aiutare -ha spiegato il sindacalista- quelle che potrebbero collocarsi in questo nuovo scenario competitivo e per estromettere dal mercato chi sceglie solo la compressione del costo del lavoro, il dumping contrattuale, la zona grigia del regolare/irregolare".

Per Genovesi, l’unica politica industriale possibile "per rispondere alla domanda potenziale e per attrezzare il sistema, deve essere pensata come una serie di leve integrate: tenendo insieme prevenzione del dissesto idrogeologico, sismico e qualificazione energetica e degli spazi, tenendo insieme politiche per la riqualificazione e rigenerazione del costruito con le politiche di riduzione del consumo del suolo, individuando le risorse e gli interventi di sistema, sia quelli strategici che quelli più a breve termine, come correttamente sta facendo la legge di stabilità per il 2017, incentivanti una cultura dell’abitare bene".

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