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Confindustria Taranto: "Aziende indotto Ilva aspettano 180 mln pagamenti"

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Confindustria Taranto: "Aziende indotto Ilva aspettano 180 mln pagamenti"

Taranto, 7 dic. (Labitalia) - "Al tavolo per l'Ilva convocato dal ministro Calenda, noi speriamo di trovare presto una soluzione, con un accordo sia sulla tematica ambientale sia su quella degli esuberi (e qui dovrà agire una trattativa tra governo, sindacati e investitori)". Lo dice a Labitalia Vincenzo Cesareo, presidente di Confindustria Taranto, che il 20 dicembre siederà al tavolo per l'Ilva su esplicito invito del ministro Calenda, spiegando che lo stesso ministro "ha preso di petto questa vicenda, ed è venuto personalmente qui a Taranto, dimostrando una sensibilità di cui va veramente ringraziato".

Ma sul tavolo ci sarà anche un altro argomento da sistemare. "Speriamo soprattutto -afferma Cesareo- che possano essere finalmente pagate tutte le aziende dell'indotto pugliesi (e per lo più tarantine) che aspettano ancora le loro spettanze: sono circa 100, delle quali 60 particolarmente esposte. La somma maturata è notevole: 150 mln di euro, dal momento del commissariamento dell'Ilva fino all'amministrazione straordinaria (gennaio 2015). A cui si aggiungono altri 30 mln della gestione corrente", precisa.

Insomma 180 milioni, che per un territorio come quello di Taranto e provincia o anche dell'intera Puglia "rappresentano una cifra problematica, che può uccidere il sistema territoriale", spiega Cesareo.

Il presidente degli industriali tarantini sottolinea che le aziende locali "sono anni che continuano a finanziare l'Ilva perché convinte che l'Ilva è la 'loro' fabbrica, è la fabbrica del territorio".

Ora l'urgenza, avverte Cesareo, è "che l'Ilva possa presto tornare a un'economia di mercato: c'è un investitore disposto a investire, ci sono azioni da fare per l'ambiente, dopodiché si può ripartire con un'Ilva nuova, ambientalizzata, competitiva".

Rimane l'incognita sui tempi dell'operazione. "Anche qualora si trovi in tempi rapidi un accordo, per la conclusione dell'acquisizione occorrerà il parere dell'Antitrust e soprattutto l'accordo sindacale sugli esuberi", conclude Cesareo.

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